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Tag Archives: gigi cortesi e poesia d’amore dei due innamorati

lì sul limite

dove il mondo comincia

lì come sempre

saprò la tua bocca

bacerò le tue parole

bacerò i tuoi baci

 

non guardare le mie notti

non sono come le tue abitate

dalla santa luna

né come le tue sanno

l’arte vitale del serpente

o del coniglio l’attento tremore

o d’ogni altro animale il tranquillo accordo

con il pallore della notte

 

lì sul limite

dove il mondo comincia

e cominciano gli altri

lì come sempre

sta la mia dimora randagia

 

so che le cose non sono le cose

so che in ogni paralisi

vive rannicchiato un simbolo

 

so che gli occhi

hanno ciascuno la propria pupilla

e sanno – ciascuno – attingere

l’eterna riconoscenza

 

ma temo e odio e amo e tremo

di non riuscire

 

bacerò le tue parole

con questa voglia di morire

con questa voglia di finire che abita

vestita di colpa e di gioia

il confine

 

c’è in te la memoria presente vivente

dell’antico-sicuro potere

del fuoco e della rugiada

delle grotte e delle redenzioni

 

tu regina di ogni mio abisso

non guardare le mie notti

nel tuo antico potere accogli la paura

abbraccia i miei No di stupido saggio

 

tu bianca e tutta oscura

dà al mio limite

l’oltre che ogni limite annulla

 

 

bacio te

bacio il tuo bacio

bacio l’irraggiungibile te

Signore, fa’ che noi siamo la nostra casa
Che non siano solo i muri a costruirla.
Non solo gli architetti e i muratori a darle vita,
né solo gli urbanisti ad aprirla al mondo e agli uomini.
 

 

 

* * *


Fa’ che ad abitarla e a darle vita
siano i nostri sguardi e le nostre coscienze.

 

Fa’ che in essa i nostri occhi

mai non temano di incontrarsi
e le nostre coscienze sempre amino la trasparenza.

 

Fa’ che le nostre pupille

siano il luogo più nostro della nostra casa,
il luogo dove non ci stanchiamo mai

di innamorarci e di riconoscerci,
di crescere l’uno della vita dell’altro.

 

* * *
 
 

 

Che nella nostra casa  faccia la sua tenda la parola,
il gusto di raccontarci i cammini percorsi.
Che in essa le nostre parole

sappiano farsi veramente carne e vita,
racconto e progetto.
Impedisci, Signore, che nella nostra casa
 

 

abiti il silenzio,
quello sordo della sfiducia e del conflitto,
quello gelido dell’indifferenza.
Fa’ che nessuna parola sia mai scontata,
che nessuna ripetizione nasca dalla noia,
che anche i balbettii siano amore ripetuto, stupore ritrovato.
 

 

 

* * *
La nostra casa sia, Signore,
 

 

la casa delle mani e dei gesti.
Che le nostre dita conoscano la tenerezza.
Che i nostri gesti sappiano sempre
 

 

del senso e del significato.
Che nulla sia perduto.
Che il nostro abbraccio conosca sempre
 

 

l’esatto equilibrio tra aprirsi e accogliere.
Solo così la nostra casa sarà luogo
 

 

di orizzonti e non di confini,

di ristori e non di fughe,
di inizi e non di diaspore,
di ospitalità e non di paura.

 

* * *


Fa’, o Signore, che la nostra casa sia le nostre utopie,
le nostre speranze comunicate e sofferte

e gioite insieme.
Che in essa respiri  la fiducia nella vita e nella gente.
Che in essa le sconfitte siano occasione di crescita,
indicazione verso la saggia ironia.
La nostra casa sia la terra dell’ideale:
tempo e luogo dove l’astratto viva di concretezza,
dove l’ultimo sia il primo,
dove il “tu” sia il primo pronome della nostra vita.

 

 

 

* * *

 
Dacci, o Signore, la gioia di vivere anche le nostre vecchiaie
come crescita e come innamoramento,
come cammino che sempre più ci unisce
conducendoci a Te.
La nostra casa sia, allora, il tempo
 

 

dell’imminenza e dell’immanenza,
del Natale e della Resurrezione,
così che anche le nostre delusioni e le nostre morti
siano attesa, memoria e profezia del Tuo abbraccio,
fino a esserne

– con la tua grazia e nel Tuo perdono –

simbolo e sacramento.

 

* * *

 
Quando, Signore, vedremo il Tuo volto,
fa’ che nei Tuoi occhi possiamo ritrovare,
ancora più bella e vera e nostra,
la casa delle nostre giornate e delle nostre notti.
Che nel Tuo sguardo la nostra casa risorga
come carne e corpo dei nostri legami
e del nostro aprirci quotidiano alla vita.