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Questa rubrica tratta problemi psicologici inerenti la scuola. Qua e là in altre rubriche ci sono post che potrebbero figurare qui. A essi rinvio (vedi per esempio nella rubrica “Adolescenza” i post riguardati il bullismo).

 

 

 

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2 Comments

    • laura
    • Posted settembre 14, 2008 at 3:06 pm
    • Permalink

    Che ci posso fare! è la mia terragna destinazione preferita che suggerisco caldamente a molti se-dicenti insegnanti : a cavar patate!
    Quanti benefici per la scuola e l’agricoltura!
    Si levassero- anzi non ci si mettessero proprio- da quest’impresa meravigliosa che è l’insegnamento coloro che non ne sono portati
    Coloro che per la loro incapacità, accidia e mancanza di empatia metterebbero a tutti il codice a barre.
    Coloro che di fronte a studenti “problematici” non si sentono ancora più in gioco e stimolati.
    Coloro che non comprendono la fortuna di interagire con il mondo meraviglioso dell’infanzia e della gioventù. La fortuna, ancora prima di dare, di ricevere energia, entusiasmo,innocenza.
    Coloro che non si rendono conto del privilegio di attingere a questo grande serbatoio dei nostri migliori sogni da non
    tradire e da ri-trasmettere nel nostro mondo adulto.
    Una volta “riconvertiti” costoro a mansioni più idonee alle loro inclinazioni la rivalorizzazione dell’insegnamento sarebbe un processo naturale in mano a veri educatori.

    • AT
    • Posted settembre 3, 2008 at 3:22 pm
    • Permalink

    Concordo quasi su tutto.
    Un ulteriore elemento da prendere in considerazione, a mio avviso, è il metodo di valutazione che viene adottato in Italia sia alle scuole superiori che all’università.
    In particolare il voto viene determinato “a scalare”; si parte dal voto massimo e per ogni errore/imprecisione viene detratto un tot. In sostanza, quanto scrivo è particolarmente evidente all’università negli esami orali, l’interrogazione ovvero la correzione si trasforma in una “caccia” all’errore e non in una operazione diretta a valutare quanto il candidato ha effettivamente appreso della materia in esame. Questo aspetto mi è sempre apparso come perverso e assolutamente contrario a quello che dovrebbe essere lo spirito di una verifica della conoscenza.


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