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un uomo troppo prevedibile

prima o poi verrà prevedibilmente tradito

 

“Interessante” viene di solito definito un uomo attraente, del quale la donna cominci a subire il fascino e magari a innamorarsi. Di quell’uomo lei vede o intuisce solo alcuni aspetti, altri le sfuggono. Tanto è incuriosita dai primi, tanto è provocata dall’inafferrabilità indefinibile e incontenibile dei secondi, dalla loro “stranezza”, Per questo lo straniero (o anche lo estraneo o, persino, lo strano) ha in sé qualcosa di intrigante per la donna e ne stimola la curiosità. Il suo narcisismo femminile si trova sfidato: come può sfuggirmi qualcosa di quest’uomo?, come è possibile che io non riesca a contenerne il mistero, a definirne l’identità, a trasformarne l’imprevedibilità e la stranezza? Spinta da questa provocazione, la donna cercherà di stare vicina a quell’uomo, vorrà vederlo in situazioni diverse, addirittura sotto i molteplici aspetti del quotidiano; tenterà di decifrarne la lingua, le abitudini, lo stile di vita. In una parola si attaccherà a lui, aspetto questo fondamentale nella dinamica dell’innamoramento femminile. Sarà un attaccamento positivo, nato dalla più libera delle dinamiche: quella della curiosità; sarà dunque un attaccamento ben diverso da quello legato, per esempio, a difficoltà o carenze di lui e alla conseguente compassione più o meno materna di lei (“poveretto, come farà senza di me?); sarà un attaccamento che stacca la donna dalle proprie certezze e dal proprio mondo abituali, avviandola all’incontro prodigioso e smobilitante con la novità e l’avventura e con tutte le mille esclusive intimità e complicità che ogni novità e avventura dovrebbe comportare per una coppia che le viva. Se un uomo non è in grado di fare nascere almeno un poco di tutto questo nella mente e nel cuore della sua donna, finirà con il condannare lei alla noia e sé stesso prima o poi, a un bel paio di corna. Se un uomo vuole l’amore della propria donna, non dovrà mai annoiarla né lasciare che si annoi: crescendo, rinnovandosi ogni giorno, diventando ed essendo sempre più interessante.

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4 Comments

  1. Egregio dott. Cortesi, ho letto con interesse il suo articolo. Ciò che Lei sostiene probabilmente è la causa profonda di molti lenti e graduali “allontanamenti” di una moglie verso un marito.
    Anche mia moglie, ad un certo punto, fuori e al di là di rivendicazioni, stati d’animo di difficile interpretazione, mi ha detto che probabilmente “mi ha dato troppo per scontato”.
    Ma è qui che esplode la domanda delle domande, quella a cui non si riesce a rispondere: perchè bisogna diventare quello che in realtà non si è, perchè bisogna comportarsi in modo da stupire, trattenendosi, nascondendo, dicendo e non dicendo? Probabilmente “diventando” così si otterrebbe di apparire meno noiosi, come lei dice, e più attraenti. E si eviterebbe la condanna a quel “bel paio di corna”.
    Ma forse le corna ce le ritroveremmo lo stesso, una volta tornati in noi, con la moglie che se n’è andata “con un altro te stesso”.

    • Caro Fabio, mi chiede perché “bisogna diventare quello che in realtà non si è”. E chi glielo chiede? Però mi permetta una domanda: non si stanca a essere e restare sempre così? Il problema – mi pare – non sta nell’evitare le corna, ma nell’evitare la noia.

        • fabio
        • Posted maggio 15, 2013 at 7:52 am
        • Permalink

        Caro dott. Cortesi, La ringrazio vivamente per l’attenzione gentile e solerte riservatami.
        Io non sono stanco di essere quello che sono e non sono annoiato. Sono solo disperato perchè la donna che amo non dimostra più attenzioni nei confronti di suo marito, come un tempo. Sono cambiato negli anni, ma anche lei è cambiata. Solo che il mio desiderio di lei è rimasto immutato.
        Riprendendo le sue considerazioni mi chiedevo solamente quanti e quali altri occorra diventare per farsi nuovamente desiderare da chi ami, mentre la propria sofferenza sta nel constatare che ciò che si è veramente non è più apprezzato da lei.
        Ho letto qualcuna delle Sue poesie dedicate a Sua moglie, trovandole davvero bellissime e profonde.
        Ne ho scritte anch’io tante a mia moglie, intrise dello stesso sentimento e della stessa gioia e meraviglia di amare. Ne scriverei ancora, ma non ce la faccio: ho bisogno di sentirmi io come si sentirebbe lei ricevendole. E non è più così, e non è la noia; e se è noia, a maggior ragione, è finito l’amore.
        Scusandomi per la lungaggine, La saluto cordialmente.

        • Gigi Cortesi
        • Posted maggio 16, 2013 at 10:45 pm
        • Permalink

        Caro Fabio, ma lei sua moglie l’ha mai davvero conquistata? Se non lo ha mai fatto, lo faccia per la prima volta. Le attenzioni della persona amata non sono un vitalizio che piove dal cielo pér diritto acquisito, bensí vanno conquistate, nutrite e mantenute attraverso un sapiente, vario e sempre più adulto corteggiamento, diventando sempre più interessanti agli occhi della propria moglie. Noi maschietti possiamo anche non essere belli o ricchi, ma interessanti dobbiamo esserlo, se vogliamo essere amati con un amore che sappia non solo mantenersi, ma crescere. Se l’amore non cresce, muore. Non c’è stand by nell’amore.


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