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 Coppia e soldi

Quando la coppia non è figlia di un vero rapporto d’amore, spesso il denaro viene usato come strumento di controllo. Quello dei due, che teme di perdere l’altro, usa il proprio potere finanziario come gabbia per imprigionare a sé il partner, per non lasciarlo fuggire. Di solito il controllore è lui e la controllata è lei (ma non mancano le eccezioni).

Molto di frequente questa è la tipologia del controllore: un maschio che in utero e sul fasciatoio ha ricevuto dalla madre poca accoglienza e/o attenzione, cosa questa che molto spesso viene negata o attenuata sia dal figlio che dalla madre. Quasi sempre questo maschio ha prima di sé un fratello (molto difficile che si tratti di una sorella), che – non importa se gratificandola o preoccupandola – ha focalizzato massicciamente su di sé l’attenzione della madre, la quale quindi vive con disagio, insofferenza o contrarietà l’arrivo del secondo maschio.

Questo maschio controllore, una volta che sia riuscito – non importa come – a fare coppia, avrà una tremenda paura non tanto di perdere, quanto di non possedere davvero la compagna. È come se, più o meno inconsciamente, ragionasse così: “come posso possedere una donna io che non ho mai neppure avuto l’attenzione e l’amore di mia madre?”, “come posso sentirmi amato, se non ho mai ricevuto amore?”, “come può una donna amare veramente uno come me, brutto e bestia come sono tutti i figli non amati?”. Chi ha letto o visto la fiaba Bella e la bestia, di sicuro trova riscontri tra questo tipo di maschio e il protagonista di quella fiaba: solo quando riuscirà a rischiare la perdita del controllo sulla donna e a rischiare di liberarla da un amore-prigione, Bestia potrà essere amato davvero. Ma è un rischio che difficilmente questo tipo di maschio sa, può e vuole correre; solitamente preferisce avere non l’amore della donna, bensì il possesso. La ragione per cui il rischio della perdita è per lui impercorribile sta, oltre che nella propria radicale bassa autostima, in una visione del tutto svalutante delle donne (la donna come individuo per lui è un ufo indecifrabile), che “possono amare solo per denaro” e che “sotto sotto sono tutte o puttane o mantenute” (frasi che prima o poi puntualmente dice) e che quindi possono essere possedute solo mettendole in gabbie dorate e/o costringendole alla dipendenza finanziaria, misurando loro i soldi, esigendo il resoconto di ogni sia pure minima spesa, sindacando su ogni uscita di denaro. Spesso – tra l’altro – a fronte di una vita da asceta o da fachiro imposta alla moglie e ai “suoi” figli, il suo regime di vita è altamente lussuoso, di facciata e di prestigio, ricco di quei costosi status symbol con i quali cerca di compensare la propria profonda disistima (anche la donna sarà tendenzialmente vista come status symbol: appariscente, contesa, di buona famiglia). Ultima notazione: per lui l’eros vero sta, più che nel rapporto sessuale vero e proprio (non di rado bisessuale), nell’esercizio del potere finanziario e/o nella umiliazione della donna posseduta o – se si preferisce – nel possesso della donna umiliata. Non a caso sposano spesso donne che escano da separazioni, divorzi o comunque da situazioni che, per una certa morale, siano o possano essere criticabili e ascrivibili a scarsa dignità: prima o poi anche lui finirà con il dare ragione a questa stessa morale e affosserà la poveretta in un mondo di cacca.

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One Comment

  1. E che succede quando Bella non è quella “poveretta” che appare ?
    Bella, nonostante la gradualità di adattamento a Bestia e l’iniziale paura di soccombere e impazzire, inizia una altrettanto graduale riorganizzazione di tutte le sue energie di donna fragilmenteforte, già segnata da un suo personale disagio, per resistere ad una realtà complessa e ad una verità che pian piano si disvela.
    Riuscirà Bella, la poveretta,a trascinare Bestia fuori dalle sue sabbie mobili?
    Forse si…ha chiesto aiuto!
    …e questo è stato forse il momento più difficile.
    Un doppio atto d’amore, verso Bestia, ma soprattutto verso sè stessa.


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