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come annunciare gravidanza

La richiesta operata attraverso il motore di ricerca suona così: “come annunciare gravidanza”.

La gravidanza è evento della coppia. La gravidanza è la coppia che, dopo il concepimento, vive il primo esserci del figlio. È questo un esserci misterioso e formidabile, che va vissuto, protetto e custodito il più possibile dalla coppia e nella coppia. Il primo annuncio è dunque tutto interno alla coppia.

Se il primo annuncio è dato ad altri che non sia il padre o la madre (quando, per esempio il padre, ritirato l’esito delle analisi, lo comunica, prima che alla compagna, ad altra persona), significa o che la coppia non si è adeguatamente costituita o che sulle corrette dinamiche di coppia prevalgono altre dinamiche, in particolare quelle che legano uno o entrambi i nuovi genitori alle famiglie d’origine. In tale caso è consigliabile un immediato accesso dei due alla terapia di coppia e delle famiglie d’origine a una sana terapia familiare: si eviteranno problemi, tensioni, sofferenze, ingerenze di campo, sovrapposizioni di ruoli, che rischiano di produrre infelicità e problemi anche gravi.

L’annuncio agli altri va deciso dalla coppia e operato possibilmente dalla coppia o, comunque, sempre a nome e per iniziativa della coppia.

Il vero, autentico annuncio, prima che verbale, è di vita. Se, come sarebbe auspicabile, la coppia c’è e vive con gioia l’esserci del figlio, l’annuncio vero sta nell’evidenza della gioia, a tale punto che questa sia il vero, primo, autentico annuncio dell’esserci della gravidanza. La verbalizzazione dell’annuncio dovrebbe poi coincidere con un momento di festa, possibilmente in un bel momento di convivialità, insieme alle persone con le quali la coppia vive la propria più autentica relazione di identificazione. Queste persone non sono necessariamente le famiglie d’origine: prima di queste possono essercene altre più essenziali, più vicine alla coppia.

Quando sia adeguatamente costituita una coppia, non è la dépendance o la periferia delle famiglie d’origine, ma è centro di vita, autonomia vissuta, punto di partenza e di riferimento relazionale e sociale.

Le famiglie d’origine non devono dunque vivere come uno sgarbo il fatto che non sia annunciato a esse per prime l’esserci della gravidanza; semmai i nonni dovrebbero essere felici e orgogliosi, se la giovane coppia è autonoma e relazionalmente tanto ricca da fare riferimento ad altre persone prima che ai nonni. Essere nonno significa sapere essere sfondo di una scena di cui non si è più i protagonisti. Se, per qualche ragione, ciò non avviene, significa che i nonni non sono stati bravi genitori. Che sappiano almeno essere buoni nonni, lasciando la scena ai veri nuovi protagonisti.

 

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