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Annunciare la gioia

Ricevuto il più bello e prezioso degli anelli, sfavillante del diamante più puro e prodigioso dell’universo, riuscirebbe mai una fanciulla a tenersi la mano in tasca, nascondendo un tale dono? Non penso proprio. Almeno alle persone più care, alle amiche più vicine al suo cuore mostrerebbe la gioia di tanto gioiello e, soprattutto, il gioiello di tanta gioia, se il dono magari le venisse dalla persona più unica e straordinaria che mai si possa incontrare sotto il sole di questo nostro esistere. L’urgenza di condividere gioia e bellezza sarebbe irresistibile. Come tacere, come non dire al mondo intero? Come non tradurre in annuncio la pienezza di una emozione così incontenibile?

Incontrare l’amore della propria vita, vivere con questa persona il formidabile accadere dell’innamorarsi, decidere di essere casa e Noi per sempre, con un amore “forte come la morte”, volendo generare popoli interi “numerosi come le stelle del cielo e i granelli di sabbia del mare: questo è il gioiello più meraviglioso che la vita possa mai dare – io credo – a una creatura. E allora, se ti capita un tale gioiello, perché tacere, perché, come una fanciulla felice, non andare al mondo e dirgli, urlargli, cantargli che quel gioiello c’è, è lì, sei tu e lei nel vostro amore? Voglio fare così anche io, oggi.

Questo – io credo – è il matrimonio: è il parto della gioia, é dare al mondo e alla luce la gioia più favolosa e sfavillante, così che il mondo sia più bello, più vero, più favoloso, più sfavillante. È dire al mondo: “guarda, mondo, che non puoi più essere lo stesso, perché ora sai che c’è questa gioia, la più grande di tutte. Devi cominciare a pensarti diverso anche tu, caro vecchio mondo!”.

Il matrimonio è l’evento formidabile (non mi viene aggettivo più esplosivo) della comunicazione umana, il più rivoluzionario. Il mondo tutto, la società, la politica, la storia, la cultura, la creazione stessa non possono non essere impattate, trasformate, rigenerate dall’annuncio di un amore deciso, vivente, essente. Per questo l’annuncio del matrimonio è il matrimonio. Per questo il matrimonio è la rivoluzione più destabilizzante e creativa.

Rosi e io, trentacinque anni fa, la mattina del 27 ottobre 1973, siamo stati i rivoluzionari annuncianti il nostro matrimonio. L’abbiamo annunciato alla comunità che per noi era la più bella, viva, dinamica che ci potesse essere: la comunità di chi ha incontrato uno stranissimo uomo, che è riuscito a vincere la morte, a ridare gioia ai colori e a riaprire la Creazione. È un nostro amico. Da trentacinque anni è con noi. vive – addirittura – di noi, ci vuole segno vivente della sua stranissima capacità di essere via e vita insieme. È il primo che stamattina ci ha fatto gli auguri, perché, ogni volta che facciamo l’amore, lui ci fa gli auguri. Abbiamo la casa piena di tutti i suoi infiniti biglietti d’auguri, perché, fosse per lui, ci sposeremmo ogni mattina e ogni attimo.

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