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Da Gerri ricevo questo commmento:

Caro dott. Gigi, in occasione delle feste natalizie ho partecipato ad un viaggio organizzato in pullman in una bellissima regione italiana. I partecipanti erano donne e uomini soli, coppie mature e coppie di mezza età ….con figli già adulti. In particolare hanno attirato la mia attenzione due giovani: una ragazzo ed una ragazza di età compresa tra i 20 e i 30 anni, sempre vicini ai propri genitori (a tavola erano seduti in mezzo a papà e mamma!!!), che hanno socializzato pochissimo e a me parevano molto tristi e depressi. Se fossero stati con i loro coetanei non sarebbero stati più felici? Gradirei un suo parere in merito. Grazie”.

Quanto scrive Gerri merita un commento molto, molto sottolineato. Ringrazio Gerri che me ne offre la possibilità.

Questo blog ha un’intera rubrica dedicata al tema dell’incesto (vedi Incesto e dinamiche incestuose e, come premessa, leggi Incesto e dinamiche incestuose. Perché è utile una rubrica ad hoc ), più volte ha denunciato sia la taciutissima diffusione dell’incesto vero e proprio, sia la presenza patogena di dinamiche incestuose alla base delle psicosi e delle anoressie e bulimie in particolare. Ho parlato più volte di “neandertalizzazione” della società (vedi Famiglia d’oggi e uomo di Neandertal. Ritiro psicotico, razzismo e violenza. ) come del gravissimo fenomeno che sta alla base della attuale crisi non solo culturale ed etica dell’occidente e della società italiana in particolare. Prima della pure deplorevole e vergognosa corruzione di molti politici e della micidiale diffusione delle mafie e della delinquenza grande e piccola, la vergogna a mio avviso più grave della nostra società è il permanere ad oltranza dei figli, anche oltre ai 30 e 40 anni, nella famiglia d’origine.

Come durante il parto la vagina della madre spinge fuori il figlio, così la coppia genitoriale dovrebbe spingere fuori di casa il figlio o la figlia già grandi. Se non li si spinge fuori, difficilmente se ne vanno, difficilmente cercano e trovano lavoro, casa, autonomia. Ci sono figli che, adulti, dormono ancora con la madre (vedi i miei due post Per lui è “normale” dormire con la mamma. Primo caso: quando il figlio è disturbato a livello nevrotico e Per lui è “normale” dormire con la mamma. Secondo caso: quando il figlio è disturbato a livello psicotico o narcisistico ). La difficoltà a trovare casa e lavoro sono denunciate come cause del problema, mentre ne sono la conseguenza e l’alibi.

Quando un figlio non sa divenire autonomo all’età giusta significa che i genitori non hanno svolto la loro funzione genitoriale, cioè non hanno “dato al mondo” il figlio. Altro che bravi genitori!

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