Skip navigation

Di solito, quando si parla di stalking, si pensa alla persecuzione d’amore operata per lo più da un innamorato nei confronti di una ragazza che lo abbia o rifiutato o abbandonato. Nessuno parla mai di altri tipi di stalking, per esempio di quello che chiamerei stalking terapeutico (ST). Difatti anche i terapeuti possono essere vittime di stalking da parte a) di pazienti che vedano finire la terapia, b) di partners di pazienti che confermati e resi più assertivi dalla terapia lascino il loro compagno o la loro compagna. Non rari gli esiti anche mortali dello ST, come testimoniano i casi di colleghi uccisi o aggrediti gravemente, anche se abitualmente lo ST si limita ad attuarsi attraverso un indebito continuo e ossessivo tentativo di comunicare con il terapeuta o di incontrarlo, oppure attraverso il tentativo altrettanto ossessivo di svalutarlo o diffamarlo. Si tratta di azioni ripetute, ossessive appunto, sempre giocate nella ambivalenza del “mi nascondo, ma voglio che tu mi scopra”, “ti colpisco, così resto in contatto con te e non ti perdo del tutto”, proprio come fa uno stalker innamorato deluso e impotente nei confronti della persona amata e vissuta come irraggiungibile. Per i vissuti di personalità infantili e/o profondamente disturbate nel Sé, distruggere e svalutare o – come dicono e vivono loro – “smerdare” l’oggetto del loro stalking impotente tende a coincidere con il possesso d’amore, come se la distruttività del loro Sé di “merda” venisse proiettata sulla persona perseguitata, così che in tale modo resti loro legata e da loro sia posseduta. Non a caso in personalità dal Sé o dsturbato o carente o non adeguatamente strutturato la dinamica del transfert terapeutico può richiamare il transfert presente in molte dinamiche d’amore: l’aggressore trasferisce sulla vittima (nel caso dello ST il terapeuta) quell’odio-amore e quella rabbia persecutoria che non ha mai potuto esprimere nei confronti della propria madre. Per un Sé carente o problematico importa relativamente che la vittima sia una donna o un terapeuta: siccome il transfert in gioco rinvia al rapporto figlio/a-madre, l’oggetto del transfert può avere o il genere della madre (come nel caso della donna inseguita dallo stalker abitualmente inteso) o una funzione di conferma e di tipo materni (è in tale ottica che viene vissuto il terapeuta da parte di taluni pazienti con problematiche di area psicotica, non importa di che genere sia il terapeuta).

L’attore dello stalking e dello ST è comunque una personalità pre-edipica, con una sessualità bloccata o non definita, comunque problematica, mai affrontata nella sua problematicità e/o mai efficacemente elaborata e integrata. Quasi sempre è un individuo isolato o con tratti paranoidi, che non ha mai vissuto un adeguato rapporto affettivo e che quasi sempre è incapace di una autentica e adulta affermazione sociale e/o professionale di sé. Spesso purtroppo tali persone finiscono con ritiri sempre più massicci, soli, vuoti, incapaci di costruirsi una esistenza significativa, talora a rischio di cadute dissociative anche gravi; anche per questo hanno bisogno di avere una vittima da perseguitare e da colpire. “Perseguito e/o distruggo, quindi sono”, questo sembra essere l’unico motto che li possa tenere in vita. Poveretti! 

Spesso l’attore dello stalking e dello ST soffre di un Disturbo di Personalità, in particolare di un Disturbo Borderline di Personalità (DBP o BPD) o di un Disturbo Narcisistico di Personalità (DNP o NPD), disturbi caratterizzati proprio da carenti o non adeguate attivazioni e/o costituzioni della struttura psichica dell’attaccamento e/o del distacco. In particolare, propria del DBP è l’incapacità a distinguere tra loro l’espressione della affettività e quella sessualità (non ha caso il curriculum affettivo-sessuale di queste persone è molto movimentato, spesso caratterizzato da promiscuità, rotture, abbandoni fatti e subiti), per cui da parte di queste personalità disturbate l’attaccamento al terapeuta può venire vissuto come innamoramento, così che il distacco dalla terapia e dal terapeuta può essere visusto come tradimento d’amore. Propria dell’individuo che soffra di DNP è invece l’incapacità a distinguere tra il proprio Sé e il Sé del terapeuta, per cui la distanza o il distacco dal terapeuta possono essere vissuti come angosciante perdita della integrità del Sé; per questo risulta loro molto difficile o addirittura impossibile accettare la fine della terapia.

Purtroppo sia lo stalking abitualmente intesi, sia lo ST tenderanno ad aumentare, visto che la nostra società è sempre più la società del Sé e del Sé disturbato. A pagare il prezzo più elevato dello ST saranno soprattutto i terapueti miglliori, quelli che più degli altri sanno arrivare al Sé del loro paziente. 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: