Skip navigation

Premessa

Anche per gli atroci fatti di Avetrana la cronaca non ci ha fornito dati che agli occhi di un clinico sarebbero fondamentali. Pure essendo, specialmente in questo caso, fin troppo ridondante e ripetitiva su alcuni aspetti, l’informazione della stampa scritta e radio-televisiva è gravemente carente su altri aspetti che pure sono o potrebbero essere decisivi. A mio avviso questo è dovuto soprattutto a tre fattori:

  1. come già detto in altri post, il livello di base delle conoscenza psicologiche di giornalisti (molto spesso semplici “cronisti”) e conduttori è in genere molto basso, spesso del tutto assente; questo comporta una informazione e un approfondimento della notizia già gravemente deformati in partenza; per esempio, il conseguente immediato ricorso all’immancabile “esperto” (ma allora che ci sta a fare il giornalista?) dà subito il messaggio che quel fatto e i fatti di quel tipo sono comprensibili soltanto dagli “esperti”, per cui alla “gente comune” non resta che da un lato la confusione e l’ansia – sociale e individuale – che ne deriva, dall’altro la reazione ridutitvamente o esclusivamante emotiva, dunque incontrollata, incontrollabile, facilmente manipolabile e, purtroppo, altrettanto facilmente superficiale, rimuovibile e senza prospettive efficacemente culturali, morali, sociali e, perché no?, politiche;
  2. da noi in Italia esiste ancora nei confronti della psiche e dei problemi psichici una visione ampiamente datata, legata a una visione troppo tradizionale; solo pochissimi sanno per esempio la differenza tra psichiatra, psicologo, psicoterapeuta, psicanalista ecc. (vedi i post in proposito); solo pochissimi sanno che la psicofarmaco è ritenuto necessario soltanto da chi afferma una visione medico-organicistica del problema e della patologia psichici; ancora meno persone sanno che esistono altre visioni che escludono con ottime e documentate ragioni scientifiche l’origine organica dei problemi e della patologia psichici e quindi , di conseguenza, tutta l’azione della psichiatria e della psicoterapia tradizionali;
  3. di fronte all’affermarsi di visioni scientifiche nuove più aggiornate e, a mio avviso, molto più efficaci e risolutive, la psichiatria e la psicoterapia tradizionali hanno in Italia interesse oggettivo (con salvaguardia quindi della buone fede della persone) a ignorare e a fare ignorare l’esistenza di queste nuove risorse terapeutiche, che ripeto, hanno tutti i crismi della scientificità, della professionalità e della documentatissima positività clinica (cioè, in parole povere, ottengono fior di apprezzabili risultati); la psichiatria e la psicoterpaia tradizionali hanno in Italia un enorme potere, sedimentato da decenni, istituzionalizzato in strutture e posizioni (reparti, primariati, carriere ospedaliere e accademiche, strutture sanitarie ecc.), alle quali non è oggettivamente facile rinunciare, ammettendone l’obsolescenza; a ciò si aggiunga l’oggettivo interesse delle lobbies farmaceutiche e di molti ordini e organigrammi professionali a lasciare le cose come stanno, facendo credere o lasciando che si creda che l’unica strada percorribile in ordine ai problemi e alle patologie psichici sia quella tradizionale e soltanto quella;
  4. istituzioni e poteri politici, sociali, religiosi più o meno oggettivamente collusi e/o congruenti con i poteri di cui sopra e, a propria volta, in grande o piccola parte legati alle strutture e alla posizioni di potere di cui sopra hanno l’interesse oggettivo a lasciare il tutto, se non nel becerume dell’oscurantismo, nel buio complice e omertoso della disinformazione.

Possibilità di lettura nuova dei fatti

Premesso tutto questo veniamo ai tragici fatti di Avetrana. Da quanto i dati di cronaca permettono di capire, uno psicoterapeuta sistemico-relazionale potrebbe per esempio farsi l’ipotesi di un quadro del seguente tipo.

  • Sarah è la “vittima sacrificale” o il “capro espiatorio” principale che il «gioco» del sistema relazionale deve «fare fuori», perché questo possa mantenere il proprio equilibrio disfunzionale e il proprio potere su tutti i «giocatori» del sistema (prima e molto più dei «giocatori» dunque il responsabile vero dei fatti è il «gioco» psicotico e disfunazionale del sistema; non necessariamente, dunque, i «giocatori» sono pazzi o totalmente responsabili);
  • il «gioco» del sistema relazionale non riguarda soltanto la generazione di Sarah, ma dinamiche transgenerazionali che vanno avanti da più generazioni; da psicoterapeuta sistemico analizzarei subito il tipo di relazione che lega tra loro Concetta, la mamma di Sarah, e la sorella, la moglie delle zio assassino; da quanto è possibile vedere dalle foto, Sarah è più bella della cugina, proprio come Concetta è più bella della sorella; se a questo si aggiunge il fatto che, a differenza della sorella, Concetta ha anche un figlio (primogenito, tra l’altro) maschio, soltanto togliendo di mezzo Sarah i conti tra le due sorelle non si distanziano più così tanto;
  • oltre a Sarah, a essere «fatto fuori» è anche lo zio assassino, in due modi: a) se ne andrà in galera; b) avrà la ineliminabile «patente» di mostro, che, magari più a lungo della galera, lo escluderà dal consorzio sociale e forse lo potrebbe spingere al suicidio (fisico o morale); anche questo «rimette le cose a posto», pareggiando in certo quale modo il conto tra Concetta, già separata dal marito, e la sorella ancora con il marito; inoltre, in certo quale modo, afferma – proprio attraverso il «sacrificio» della più bella e più giovane – il potere della donna sul maschio debole e “animale”;
  • il fratello primogenito di Sarah, in età di svincolo affettivo, «dovrà» ora più o meno massicciamente stare vicino alla povera e “pietrificata” madre, così da consolarla dell’immenso dolore; se non lo farà, vivrà questa omissione colpevolmente e sarà colpevolmente giudicato dall’ambiente sociale; potrà al massimo selezionare una compagna che non lo allontani troppo dalla madre; in tale modo la vita di questo figlio sarà fortemente condizionata, oserei dire «posseduta» dalla madre, il che gli impedirà una reale affermazione di sé pienamente autonoma; in certo quale modo anche questo maschio verrà dunque «fatto fuori»;
  • dopo quest’ultimo punto, risulterebbe che, tramite il «sacrificio» di Sarah, tutti i maschi del sistema sono stati «fatti fuori», così che il tempo viene bloccato, la generazione viene bloccata, la vita viene bloccata (ecco qui il micidiale esito del «gioco psicotico»).

Mi rendo conto di quanto letture di questo tipo vadano contro corrente rispetto a quanto l’alluvione mediatica di questi giorni ha proposto, ma era corretto, a mio parere, fornire anche chiavi di lettura nuove. Tra l’altro, se almeno in parte coglie nel segno, quanto qui viene detto mostra che fatti come questi non soltanto possono essere individuati, colti e prevenuti, ma soprattutto possono essere curati – soprattutto e auspicabilmente – in via preventiva.

Che sia difficile «vedere», del resto è tipico degli eventi a transazione incestuosa. Non a caso la saggezza dell’antica Grecia, ripresa non a caso dalla genialità di Freud, lega in modo stretto e funzionale l’incesto alla cecità, dicendo che il non vedere è condizione ed esito dell’incesto. Che la nostra società sia sempre più segnata da dinamiche psicologicamente o, purtroppo, fisiche di incesto, questo blog sta dicendo da molto tempo. Non è ora di cominciare a «vedere»?

Annunci

One Trackback/Pingback

  1. […] della morte sacrificale di Sarah Scazzi è già stato indicato dal mio precedente articolo (vedi Nuove possibilità di lettura dei fatti di Avetrana (Sarah e Concetta Scazzi, Michele e Sabrina Miss… e anche Mia intervista a “Famiglia Cristiana online” (07/10/2010) sulla morte di Sarah Scazzi […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: