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Pillola e femminilità

Come commento al mio post In ogni donna ci sono almeno quattro donne Eleonora, donna e medico, mi invia quanto segue:

 

Commovente! Straordinaria descrizione del complesso e splendido mondo femminile! E solo la sua sensibilità attenzione e cura potevano permetterle di descrivere in modo dolce, realistico e rispettoso il nostro universo (quante meraviglie ci insegna dott.). Io ho la fortuna di vivere, riconoscere ed ora godere di ognuna di queste 4 fasi, 4 modi di manifestare la propria femminilità; 4 Eleonore.

Nelle mie storie di coppia ho sempre cercato di compiacere l’altra persona e così, invece di esprimere le mie 4 femminilità, le ho soffocate fino ad arrivare all’utilizzo della pillola anticoncezionale.

Terribile farmaco che appiattisce e depersonalizza le 4 splendide fasi del ciclo femminile (parlo da donna e medico).

Pensavo di poter trarre solo dei vantaggi dall’assunzione di estro-progestinici  ed invece il mio corpo ha perso le curve e le rotondità tenere che caratterizzano il nostro corpo e che tanto piacciono (o così dovrebbe essere) agli uomini. Il mio corpo non accettava questo farmaco, anche perché non ero malata quindi perché assumere la pillola anticoncezionale? Se la persona che dice di amarci ci amasse veramente gioirebbe all’annuncio di una gravidanza attesa perché sempre frutto dell’amore.

Il ciclo femminile dovrebbe essere vissuto dalla donna in comune sintonia con il proprio uomo e goduto assieme nelle sue diverse tenere stuzzicanti ed intime fasi senza pillole che rendono la donna un essere AMORFO”.

 

So quanto le affermazioni di Eleonora vadano contro la mentalità corrente, quella che ormai da decenni identifica nella pillola la liberazione sessuale ed esistenziale della donna, lo strumento della sua emancipazione. Eppure a scrivere è una donna ed è un medico, e, per quanto la conosco, vi assicuro che non è per nulla legata a visioni ideologiche o politiche di parte: cerca solamente di analizzare la propria esperienza di donna, che sta, a più di trent’anni, riscoprendo il pieno e gratificante rapporto con il proprio corpo e con la propria femminilità. Si è resa conto lei direttamente, sulla propria pelle, quanto l’uso della pillola la “depersonalizzasse”, soffocando il suo femminile, il piacere stesso di amare, il piacere di essere donna in un corpo di donna, nella poliedrica ricchezza della ciclicità.

Sarebbe bello che i medici e, più specificamente, i ginecologi tenessero conto di testimonianze come questa prima di prescrivere la somministrazione della pillola per anni, magari a ragazzine o a giovani donne, che hanno tutto il diritto di cominciare a conoscere e a vivere la complessità straordinaria della ciclicità del proprio femminile.

In particolare – come l’esperienza clinica mi spinge a notare – medici e ginecologi ignorano quanto danno possa fare la prescrizione di estro-progestinici in donne che non abbiano elaborato adeguatamente il rapporto con il femminile e soprattutto con la figura materna. Si soffocano e si impedisono l’emergenza e la elaborazione strutturante di sintomi che, se ascoltati quali preziosi segnali, porterebbero quella donna a cercare di sbloccare e strutturare a pieno la propria personalità. Si mantiene inchiodata l’evoluzione psicologica della persona, impedendo alla donna l’accesso pieno alla corporeità, alla femminilità, all’amore. In nome di una più libera sessualità genitale si blocca l’evoluzione della piena sessualità femminile, che non si può certo ridurre alla genitalità né si può pensare come appiattita e privata della prodigiosa ricchezza delle mille sfumature racchiuse nella piena fruizione della ciclicità. Se si nega alla donna questa sua ricchezza, ogni “fruizione della sessualità” finisce con l’essere ridotta a routine, a un “fare” incapace di attingere l’anima e la relazione interpersonale, sempre più superficiale e vuoto di senso, che prima o dopo diventa noioso, insoddisfacente, inutile soprattutto per la complessa interiorità femminile.

Appiattendo e, come dice Eleonora, “depersonalizzando” la donna, si diventa inoltre complici di un maschile immobile, infantile o adolescenziale, incapace di crescere e di rapportarsi in modo più adulto, creativo e ricco con la donna e con la sua caleidoscopica complessità. E, ancora più radicalmente, si uccide l’amore.

 

 

One Trackback/Pingback

  1. […] viene detta “pillola anticoncezionale” (di questa il blog ha già parlato nell’articolo Pillola e femminilità, nel quale viene riportato anche il parere di Eleonora, un bravissimo medico). Di fatto, in parole […]

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