Salta la navigazione

“perché ci si innamora dello psicoterapeuta” (o dello psicologo, medico, psichiatra)

Molti lettori arrivano al sito cliccando su Google richieste riguardati un possibile rapporto d’amore tra paziente e terapeuta (oggi la richiesta più cliccata era “perché ci si innamora dello psicoterapeuta”). Anche se si era già accennato al tema (vedi il post e se ci si innamora dello psicologo), forse è utile aggiungere qualche nuova considerazione sul perché una paziente (da come sono formulate le richieste, quasi sicuramente chi clicca è una donna) si possa innamorare del terapeuta.

Essere oggetto d’attenzione e di cura, essere ascoltata e guardata mentre parla e/o racconta di sé, essere sentita empaticamente in tutta la propria interiorità, essere dapprima attesa e poi intesa all’interno di un tempo (l’orario di seduta) e di uno spazio (il setting) solo suoi, esclusivi (che cioè escludono ogni interferenza che possa togliere la scena[1]): per molte donne si tratta di esperienze uniche, mai vissute al di fuori della terapia e del setting. Per loro può dunque risultare facile scambiare la gratificazione ricevuta per innamoramento.

Il terapeuta può poi apparire come una figura molto interessante: il suo mondo ha a che fare con il mistero, l’inconscio, il dramma, l’angoscia, la follia. Sono le dimensioni del fascino e dell’avventura interiore, della paura e della sofferenza profonde, quelle che spesso la cultura  ha attribuito alla donna e al femminile; vederle per una volta lì viventi in un maschio e comprese da un maschio è per qualsiasi donna un gioco di esorcismo irresistibile e di un fascino insuperabile: come non esserne rapita? Richiama per certi aspetti il rapimento provato dal bambino di fronte al clown: finalmente lui piccolo, perfettamente a proprio agio, può affrontare da pari a pari l’adulto, comunicando simmetricamente con lui, in questo caso nel gioco e nel riso. Analogamente, di fronte al terapeuta competente di mistero e di interiorità, la donna, perfettamente a proprio agio, può da pari a pari esprimersi fino in fondo, sicura di essere compresa, certa di potersi muovere su un terreno congeniale e di trovare nella competenza complicità e nella complicità competenza.

Il fatto stesso che il codice deontologico dello psicologo psicoterapeuta[2] escluda a priori ogni possibile rapporto affettivo o sessuale tra terapeuta e paziente finisce paradossalmente con il favorire in molti casi l’innamoramento della paziente: difatti, dove non c’è o non ci dovrebbe essere rischio, la difesa non è attivata; inoltre, l’esclusione a priori del sesso per molte persone purifica l’amore e quindi lo rende possibile e più facile.

Naturalmente conta molto la personalità della paziente, come e quanto sia o non sia strutturata la sua psiche. Per esempio, una personalità con nodi non risolti in area borderline avrà un’estrema facilità a viversi come attratta sessualmente  non soltanto dal terapeuta, ma da chiunque (maschio o femmina) le presti attenzione o le dimostri affetto (fare cortocircuito tra affettività e sessualità è uno degli aspetti della sofferenza tipica della personalità borderline).

 

[1] Tutto ciò che toglie scena è ob-scenus. In ciò il tempo e lo spazio terapeutici sono e dovrebbero essere l’alternativa all’osceno, la catarsi e il perdersi dell’osceno.

[2] Purtroppo solo il codice deontologico degli psicologi psicoterapeuti vieta di avere o di potere avere rapporti affettivi e/o sessuali con pazienti. Il codice deontologico dei medici (e quindi degli psichiatri e dei medici psicoterapeuti) sciaguratamente non lo vieta.


2 Comments

  1. Ciao Gigi, ho trovato il tuo articolo proprio cercando su Google qualcosa che potesse “spiegarmi” alcune cose mi stanno capitanto in questo periodo. Non sono in cura da nessun psicologo e psicoterapeuta, ma sono consapevole di avere alcune problematiche affettive…
    Scusa se “invado” il tuo spazio WordPress, con questa mia esperienza personale…ma vorrei avere una delucidazione riguardo ad un esperienza…

    Ho conosciuto un anno e mezzo fa uno psicoterapeuta con il quale ho cominciato un rapporto particolare…tra l’amicizia e l’effetto profondo….mi piaceva (così come mi piace molto anche ora) ed io a lui, si dedicava molto a me…mi ascoltava tantissimo, mentre io prestavo minore attenzione a lui…
    Ero però fidanzata da molti anni con un altro uomo…in più non facevo che “infatuarmi” di continuo di altre persone (di solito personalità dalla spiccata creatività nelle quali cercavo solo conferme di mie caratteristiche e della mia capacità di “poter amare”)
    Ero convita di non avere alternative possibili se non rinunciare ad amare veramente qualcuno perchè amare voleva dire “soffrire”… vedevo nel diventare mamma l’unica possibilità di avere un “amore tutto mio” ecc.ecc.
    Comunque per farla breve…
    In quelche maniera mi sono liberata di molte di queste paure, ora sono sigle e sento di potercela fare da sola…
    Se non fosse che credo che ci sia in tutto ciò l’intevento di questo psicoterapeuta
    Ora sono innamorata di questa persona, ma non ricambiata e comincio a coltivare il dubbio riguardo alla possibilità che si tratti di “gratitudine” per quello che sento lui abbia fatto per me, e non di vero “Amore”…
    Così non vorrei credere di aver superato un problema e di essermi invece imbattuta in qualcosa di altro e magari non meno “problematico”…
    Ti ringrazio un saluto
    Francesca

  2. e se dello psichiatra si innamora un uomo?


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: