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In ogni donna ci sono almeno quattro donne

In ogni donna vivono almeno quattro splendide creature che a ogni ciclo mestruale si ripresentano, ogni volta in forma e modalità diversa, ma sempre nella fedeltà alla irrepetibile unicità del Sé. Quasi nessun uomo sa, rispetta e riconosce la straordinaria complessità di questo molteplice affiorare. Neppure le donne del resto sanno profondamente di ciò, né esigono – come e quanto dovrebbero – che ne sia rispettata, accolta e amata la scansione.

All’inizio del ciclo, in particolare nella prima settimana, riemergono l’adolescente, il suo fascino di provocazione fanciulla, il desiderio di essere corteggiata nel gioco, inseguita nel corteggiamento, amata nello scambio di una parola attenta, ingenua, bene articolata. Allora ama la freschezza della autonomia, la spontaneità della libertà, il piacere dell’indipendenza. E ciò che è fresco, spontaneo, piacevole può essere non preso, ma solo sorpreso dalla freschezza, spontaneità, piacevolezza dell’altro da sé. Il racconto, l’immagine, la fantasia, la fiaba, il piccolo insospettato dono, la gioia di camminare insieme dicendosi reciprocamente: sono queste le dimensioni d’adolescente proprie di questa ritornante stuzzicante ragazzina. Dall’amante ama essere scelta tra le altre, quasi a dispetto e invidia delle altre. Di lui desidera la vicinanza, l’attenzione, la furba tenera sorpresa, il ripetuto gentile avvicinarsi, la sapiente intelligente sfumatura d’approccio, l’ardito timido rivolgersi, il prezioso pronto riconoscerla e scoprirla nell’animo e nel sogno.

A cavallo tra la seconda e la terza settimana, in corrispondenza con il pieno esplodere della ovulazione, emergono la femmina potente, l’affermata consaputa sapienza della seduzione trasformante, il piacere solare di un corpo irresistibile e implosivo, l’unicità del proprio Sé femminile (come se le altre neppure esistessero o potessero esistere). Allora la donna ama il potere di sé, per questo le piace essere conquistata, presa, penetrata, abitata, così che lei possa trasformare e possedere d’amore. Lasciarsi pienamente andare a sé stessa, affidarsi fiduciosa al proprio potere di femmina e alla propria adulta sapienza di femmina: sono queste le dimensioni divine tipiche di questa fase. Dall’amante ama essere non più sorpresa, ma presa in tutto il fulgore della propria forza di femmina. Di lui desidera la forza generante e vivificante, la decisione adulta e libera, la bella e ricca sicurezza del gesto, la continuità potente e certa dell’intensità, la immediatezza autentica e vera dell’esclusivo esserci per lei e in lei.

Nella settimana che precede il flusso, emergono la smarrita incerta bambina, il timore dell’inadeguatezza, la paura di non essere bella e capace, l’angoscia di non essere più desiderata e desiderabile, la tristezza della frustrazione (come se tutte le altre fossero più belle e più donne di lei). È come se questa bambina dicesse: “se dovrò mestruare l’ovulo prezioso della mia piena femminilità, significa che sono brutta e incapace, che io sola mai diverrò donna potente e amata”.  Allora teme la propria debolezza e fragilità, per questo ama essere abbracciata, contenuta, coccolata, continuamente confermata, proprio come una bambina smarrita che nessuno ama e vuole. La depressione più o meno fisiologica, la tristezza, l’inadeguatezza di sé, la sfiducia nelle proprie capacità: sono queste le umanissime dimensioni proprie di questa fase. Dall’amante ama essere contenuta con forti rassicuranti dolcissime braccia. Di lui desidera non la penetrazione, ma la carezza, la delicata conferma, la parola vicina e attenta, lo sguardo buono, accogliente e confermante.

Durante i giorni del flusso, come ci insegnano le culture che noi ancora ci ostiniamo a chiamare “primitive”, emergono la femmina notturna del novilunio, la sapienza del ritrarsi in sé, il senso di una solitudine forte e ristrutturante. Allora la donna ama il proprio mistero di luna nascosta e di dea inaccessibile, per questo vuole essere lasciata a sé stessa, in una distanza rispettata e sacra, così che lei possa riattingere l’appartenenza alle profonde potenti radici che tra loro uniscono tutte le femmine della natura. Per questo in molte culture è vietato guardare la donna in questo periodo: sarebbe come guardare a occhio nudo l’accecante luce del sole o immergersi nudi negli abissi più profondi delle acque, là dove gli oceani traggono l’oriente delle loro travolgenti maree. Allora la donna ama essere lasciata in solitudine, pensata da lontano, con sacro stupore, ammirata in assenza e a distanza. Lo stupore rivolto a sé stessa, la silenziosa ragione di sé, il misterioso viversi, l’appartarsi in un al di qua sacrale: queste sono le ctoniche notturne dimensioni di questa fase tanto profonda quanto oggi del tutto ignorata. Dall’amante ama essere attesa nella distanza, ama essere temuta e amata come si teme e ama il sacro. Di lui desidera la muta devota lontananza, la sempre maggiore complessa delicata  sapienza del mistero.

Non sapere di tutto questo è la causa radicale di molti fallimenti di coppia. Un uomo, che non sappia rispettare la scansione di queste fasi, che non sappia stare a tempo con esse, amando in modo appropriato la complessità femminile della propria donna, creerà in lei un disagio profondo e crescente, che potrà portare anche alla rottura della coppia, senza che neppure egli si renda conto del perché. Una donna che, lei stessa, non sappia di questa propria complessità, si smarrirà sempre più nella depossessione di sé, perdendo oltre che il proprio amore anche sé stessa.

Se la donna saprà vivere e rispettare tutta la complessità e ricchezza delle dimensioni del proprio ciclo mestruale e se saprà farsi rispettare e amare in tutta le sfumature che le sono proprie, allora la menopausa giungerà in età molto avanzata e come dolce approdo a una nuova ricca stagione di vita.

 

2 Comments

  1. In effetti la natura non sbaglia ed anche il detto “la donna è lunatica” la rappresentazione della donna con le 4 fasi lunari, inoltre anche le fasi di tutta una vita di una donna è scandita, regolata dal principio del “4”: infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia. A 40 infatti è al top di tutte le sue facoltà, il 4 lo ritroviamo in tanti principi Cosmici, la Croce, le stagioni, gli Elementi Terra, Fuoco, Aria, Acqua, nella geometria, il Cubo, si può speculare anche nella Filosofia ermetica, se poi si vuol unire i due principi femminile e maschile, si passa ai processi alchemici,si creano infinite combinazioni di mondi paralleli e infiniti, entrano in gioco le tante discipline che regolano la Conoscenza ed in Essa non esistono Confini.
    Dott. Cortesi, complimenti abbiamo materia su cui noi Donne possiamo riflettere e conoscere noi stesse, la complementarietà è questa, riconoscere gli opposti e comprenderne il Senso, come il principio del Tao, Ying-Yang, ma il totale dell’interno del cerchio è sempre 4, Macro e Micro cosmo. Il femminismo e la rivoluzione sessuale degli anni’70 ancora non erano consapevoli del processo di trasformazione di massa, oggi si raccolgono i frutti di quegli anni turbolenti, siamo nel contesto storico di una fase di transizione in cui le giovani donne, si pongono domande simili al passato, ma con risposte più complesse poichè hanno in mano degli strumenti di conoscenza di massa superiori a ciò che fu, e per semplificare questo periodo di crisi sia economica che di valori dobbiamo tenere conto delle nostre radici, qual’è il ruolo principale della donna? Cooperatrici della Creazione, siamo fonte di Tempo, cioè la Maternità, i Figli sono il Tempo che acquistiamo dal futuro e lasciamo nel passato attraverso il presente di ogni ventre. Anche l’Incarnazione del Messia è passato attraverso il ventre di una Donna, Maria, quindi le donne hanno un Dono Divino, Dio è anche al femminile, per Volontà Divina il Cosmo, l’Universo è parte integrante di noi sia donne che uomini. Grazie Dott. Cortesi e buona giornata!

  2. Care ragazze che “manifesto femminile” c’ha regalato oggi il dottor Cortesi!

    Lontane come siamo per tempo e contenuti da quel femminismo che in parte rese le donne più consapevoli anche del loro femminino ,”In ogni donna ci sono almeno quattro donne” è un commovente, poetico, ma nello stesso tempo lucido ed esaustivo omaggio alla femminilità, sempre attuale motore dei rapporti umani.Della vita.


One Trackback/Pingback

  1. By Pillola e femminilità « Gigi Cortesi on 24 Feb 2009 at 10:05 pm

    […] commento al mio post In ogni donna ci sono almeno quattro donne Elenora, donna e medico, mi invia quanto […]

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