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Intervento di Miguel Lopez Meleto, maestro del prof. Pablo Pineda

Clicca qui => http://www.youtube.com/watch?v=DH87iH9TESU

dal convegno internazionale

“L’Emozione di Conoscere e il Desiderio di Esistere”

organizzato dall’Università degli Studi di Bologna nel 1999

(traduzione di Laura dal video messo in rete dal Professor Nicola Cuomo)

 

Nota di Laura: “Non se lo perda,il professore di Pablo, di cui parla anche nell’intervista, Miguel Lopez Melero!
Quando traducevo, lo sapevo che era un tipo speciale e anche pablo nel video precedente dice che è un fenomeno, ma in questo intervento al convegno “L’Emozione di Conoscere e il Desiderio di Esistere”è oltre che super per i contenuti, anche per la pièce comica che si viene a creare con la improbabile traduttrice spagnola….”.

 

La ragione per cui oggi mi trovo qui, è per raccontarvi di come la penso, del mio modo di sentire, delle mie emozioni, di ciò in cui credo, delle mie attitudini,del mio modo di intendere la vita, del senso dell’umano.

E sono qui per ribadire la necessità di conoscere, di comprendere, di valorizzare le persone speciali, anzi no!, eccezionali! Non abbiamo diritto di parlare di handicap, non abbiamo il diritto di parlare di deficienti !

La seconda ragione per cui sono qui, è per dire che nessuno di noi ha diritto di integrare nessuno e che dobbiamo lottare contro la segregazione! Per fare ciò è necessario un cambio di paradigma, nello stile di Kuhn, secondo la rivoluzione scientifica di Kuhn.

 ( Qui interviene il professor Cuomo a spiegare che : “il cambiamento di paradigma lui lo riferisce al filosofo Kuhn che dice che ogni scienza si chiude a un certo punto in un paradigma e non riesce più ad uscire,quindi ritrova la risoluzione del problema dentro sé stesso, Miguel dice che bisogna spezzare il paradigma e trovare nuove soluzioni”).

Siamo quindi dentro il paradigma dove si definisce la persona eccezionale: dalla medicina come un malato, dalla psicologia come un ritardato, dalla sociologia come un subnormale e dalla pedagogia come un deficiente ed hanno costituito un paradigma della deficienza , della “disability”, come dicono gli inglesi.

Bisogna cambiare, rompere, bisogna uccidere questo paradigma! E prendere coscienza che la cultura della diversità è la cultura della legittimazione della persona come persona vera! Dove la si rispetta e la si riconosce come persona. Dove si sottolinea la dignità di essere umano.

Ci ritroviamo allora in un altro paradigma! Dove la persona eccezionale non è un malato. Dove la psicologia evidenzia la differenza di ogni persona, la psicologia della differenza! E la sociologia evidenzia la “normalizzazione”, è la cosa più normale del mondo che esistano persone differenti!

La pedagogia si occupa allora delle competenze e si configura quindi un nuovo paradigma: il paradigma della diversità! Questo è il punto, trovare nuovi valori che umanizzino questo mondo disumanizzato. E qui vi invito alla riflessione per capire in che pianeta stiamo vivendo. Stiamo uccidendo il pianeta! E qui arriva direttamente il problema della cultura della diversità che sembra voler arrivare proprio a quello; sembra che la finalità sia l’uccisione del pianeta.

Tutti abbiamo invece gli stessi diritti e la stessa dignità di esseri umani. Per cui il problema della diversità non è quello di imparare a leggere e a scrivere. Le persone con handicap hanno diritto a non saper leggere e scrivere! Siamo di fronte a un orizzonte nuovo; è un’altra storia. Siamo di fronte alla doppia crisi in cui si trova il mondo, crisi umana, delle relazioni umane e crisi della natura. Questa doppia crisi si crea a causa della sregolatezza delle scienze naturali a svantaggio delle scienze sociali. In questo mondo tecnologico, in questo mondo dove non c’è più axiologia (n.d.t.: significa “filosofia dei valori”), dove  è cambiato il pensiero, le ideologie e l’economia, non esiste più un mondo di valori che non siano il denaro e il potere. Perciò, la cultura della diversità può quindi contribuire a risolvere questa doppia crisi.

E’ necessario costruire dentro al cuore di ognuno dei bambini e delle bambine del mondo, altri nuovi valori. E’ necessario recuperare i valori di verità, bellezza e bontà dell’illuminismo. Perché la modernità non si è ancora conclusa, ma nello stesso tempo ci siamo collocati dentro ad un post-modernismo e in un neoliberismo dove ci sono una serie di caratteristiche per cui si sta producendo una società non solidale, competitiva, ingiusta.

Come potremo umanizzare questo mondo disumanizzato?

Io propongo una scuola, una nuova scuola, che realmente rispetti la persona per come è.

Che formi persone libere, democratiche, colte ed emancipate.

 

 

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  1. […] provocatoria esibizione ha osato – lui, vergognosamente down! – diventare professore (Intervento di Miguel Lopez Meleto, maestro del prof. Pablo Pineda). Chiede scusa, perché, invece di denunciare tanta vergogna, si è incantato ad ammirare un […]

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