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Come avviene per tuti i giornali, anche in questo caso la pubblicazione di commenti e lettere avviene soltanto a discrezione del responsabile legale e redazionale (fatto salvo quanto, a norma di legge, è fatto obbligo pubblicare).
Criteri redazionali di questo blog sono, in particolare:

1) adeguatezza pubblicistica dei commenti e delle lettere al senso e al significato dei post: non importa che i commenti e le lettere siano in accordo o in disaccordo con quanto affermato dai post, ma devono aggiungere dati di effettivo e congruo interesse e/o di effettiva e congrua informazione e/o di effettivo e congruo approfondimento;

2) compatibilità con la professione del responsabile legale e redazionale del blog: lettere e commenti di pazienti che possano anche lontanamente costituire, sotto altra forma o sotto altro contesto, una più o meno inconsapevole prosecuzione della terapia non verranno pubblicati;

3) compatibilità con il bon ton espressivo del blog: lettere e commenti incoerenti, prolissi, sbracati non verranno pubblicati.

L’applicazione dei criteri è onere discrezionale esclusivo del responsabile legale del blog.

5 Comments

  1. A proposito di DNP, lei consiglia di stare alla larga da tali persone. Ma se tutti se ne vanno a gambe levate???

    • Cara Rita,
      se leggi bene i miei commenti, vedrai che ho consigliato di “andarsene a gambe levate” non a “tutti”, ma a un paio di persone che da tempo convivevano – subendola – con la grave distruttività di compagn sofferenti – a quanto risultava – da Disturbo Narcisistico di Personalità (DNP), i quali non mostravano alcuna intenzione di farsi aiutare con una adeguata psicoterapia. Restare accanto a persone tanto distruttive senza che queste si mettano nella effettiva condizione di farsi davvero aiutare e possibilmente guarire, che senso ha? Non è puro masochismo? Non è complicità e collusione con la loro patologia?
      Come terapeuta, quando si rivolge a me una persona disturbato da DNP, che voglia davvero farsi aiutare, io per esempio non me ne vado a gambe levate, ma la accolgo e cerco di aiutarla al meglio delle mie possibilità, pur sapendo quanto è dififcile e – di solito – molto poco gratificante lavorare su persone colpite da questo disturbo. Quando, invece, a scrivermi è la vittima di queste persone distruttive, che – ripeto – non mostrino alcuna intenzione di essere davvero aiutate, è mio dovere etico e professionale – dovere sancito anche dal codice deontologico della mia professione – di aiutare prima di tutto il più debole, che, in casi simili, è la vittiima indifesa della distruttività narcisistica fine a sè stessa.

  2. Buonasera. Seguo sempre con grande interesse il suo blog. Mi piacerebbe leggere un articolo sul disturbo borderline di personalità, e in particolare sulle persone che si trovano a gestire rapporti di amicizia con persone affette da questo disturbo. So che dietro un disturbo c’è sempre una persona: quello che mi piacerebbe leggere è soltanto qualche spunto di riflessione. Mi trovo da tanto tempo ad avere una carissima amica che però spesso fa sì che io mi ritrovi in notevole difficoltà: è iperemotiva, perennemente arrabbiata ora con questa, ora con quella persona; fatica a tenere a bada le frustrazioni di qualsiasi tipo e si mette in situazioni discutibili; dal canto mio, le voglio un gran bene, conosco i suoi limiti (ad es la mancanza totale di empatia, che fa sì che io non le parli mai dei miei problemi) e le ho già spiegato più volte che non sono l’amica perfetta: sono una persona, con qualche zona d’ombra e però anche tanti pregi; che non posso darle tutto, come spesso lei mi chiede, ma sono quello che posso; che ho una vita, per cui non sono sempre a sua disposizione; che la responsabilità della sua vita non è degli altri, ma soltanto sua; che posso deluderla a volte, ma che da questo è sbagliato dedurre che sono una stronza in toto. Nonostante ciò, la mia amica pretende sempre di più, fatica a rispettare i miei spazi, quindi spesso devo prendermeli in modo un po’ brutto (ad es. non rispondendole al telefono per un paio di giorni), e questo non fa che aumentare la sua idea che io sia cattiva e che non le voglia bene, con relativi sensi di colpa da parte mia. E’ possibile, dottore, avere un rapporto con una persona così, che sa essere molto coinvolgente emotivamente, mantenendo però la giusta distanza e i propri spazi mentali e personali? La ringrazio per un eventuale spunto di riflessione.

    • Cara Antonella, appena possibile, dirò qualcosa sul Disturbo Borderline. Ho già in corso due promesse non ancora assolte nei connfronti di Veronica. Il lavoro mi occupa molto. Un attimo di pazienza, please.

  3. Buonasera. Si parla sempre più spesso di “stolking”, e in particolare di donne perseguitate. Voglio farle una domanda provocatoria : perchè alle donne piace essere perseguitate? Cosa manca loro? Perchè farsi seguire, farsi telefonare di notte, farsi picchiare e magari violentare? Io non penso di aver paura delle violenza, penso di avere il terrore della violenza taciuta, della violenza cercata ambiguamente. Ne parli un po’, se ha tempo. Il vittimismo femminile, la paura dell’uomo in quanto tale o la ricerca dell’uomo in una maniera perversa. Perchè? L’uomo può esser bello e godibile senza bisogno di tutto questo.
    Arrivederci e grazie.


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