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I

Nella nostra casa c’è anche un’altra casa
che tu sola abiti
e che tu sola nei suoi spazi e tempi conosci.

Vi arrivo talora, quasi per caso,
spesso senza accorgermi di esservi entrato
e di respirarne le fragranze
(eppure animano esse silenziose e da sempre il mio cuore).

Altre volte vi sopraggiungo smarrito
o così ingenuo e felice
che neppure so fermarmi ad ascoltare,
a cercare di sentire
(eppure lì da sempre vive lo spirito di ogni mio essere).

Con il rosso colorito del bimbo dopo la corsa
soltanto sussulto ed, egoista, non guardo,
ma aspetto l’abbraccio e la pupilla.

Né so che lì io sono il re
per cui ogni dono è già pronto,
sol che del dono io sappia gli attenti stupori.

II

 Nella nostra casa c’è anche un’altra casa
che tu sola abiti
e che tu sola nei suoi spazi e tempi conosci.

Vi sono pareti di rossa passione,
e spiccano dipinti di calda e ritrosa luce:
in questi colori d’autunno discreto sei nata e vivi
e rinasci.

E giardini vi sono e fiori e piante rigogliose
e dolci-teneri-piccoli animali
dagli occhi profondi di notte e di sogno.

Né so che lì io sono il re
per cui ogni creatura mi ama,
sol che dei piccoli esseri io legga l’affetto. 

III

 Nella nostra casa c’è anche un’altra casa
che tu sola abiti
e che tu sola nei suoi spazi e tempi conosci.

Vi entrai la prima volta – non capii, solo intuii –
un giorno di primavera e di sole (era il dieci giugno
del millenovecentosettantuno).

Era vicino il nostro lago tra i monti
e lì già era la nostra casa,
lì già era l’altra casa che tu sola abiti.

Subito mi hai accolto
come sa accogliere chi da sempre conosce,
come se tu mi ritrovassi,
come se fosse solo un caso l’attesa.


IV

Anche stanotte mi sono trovato nella nostra casa,
nell’altra, quella che tu sola abiti.

Dormivi, stavolta, non ti sei accorta
che ero lì davvero – io con te – e cosciente, e non solo nel sogno.

Ho guardato con gli occhi tuoi stanotte,
e con le tue mani ho carezzato il mondo,
e con le tue dita sapienti ho tratto
le linee delle tue utopie.

Nella nostra casa c’è anche un’altra casa
che tu sola abiti
e che tu sola nei suoi spazi e tempi conosci.

Forse non sai che anch’io stanotte
vi ho respirato la luna.

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2 Comments

  1. “Entrete tutti quanti siete/ e quanti vorrete Essere…) ( G.C.)

    “..Ho bisogno di dormire/ nelle lenzuola della luna…) ( P.N.)

    Tanti auguri nel ricordo del giorno gioioso e festoso.
    mario

  2. oddio ma kome ha ftt ha scrivere tutta questa poesia io nn ce la faccio neanke a scrivere 2 righe ma mma mia !!!!!!!!:):)


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