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lì sul limite

dove il mondo comincia

lì come sempre

saprò la tua bocca

bacerò le tue parole

bacerò i tuoi baci

 

non guardare le mie notti

non sono come le tue abitate

dalla santa luna

né come le tue sanno

l’arte vitale del serpente

o del coniglio l’attento tremore

o d’ogni altro animale il tranquillo accordo

con il pallore della notte

 

lì sul limite

dove il mondo comincia

e cominciano gli altri

lì come sempre

sta la mia dimora randagia

 

so che le cose non sono le cose

so che in ogni paralisi

vive rannicchiato un simbolo

 

so che gli occhi

hanno ciascuno la propria pupilla

e sanno – ciascuno – attingere

l’eterna riconoscenza

 

ma temo e odio e amo e tremo

di non riuscire

 

bacerò le tue parole

con questa voglia di morire

con questa voglia di finire che abita

vestita di colpa e di gioia

il confine

 

c’è in te la memoria presente vivente

dell’antico-sicuro potere

del fuoco e della rugiada

delle grotte e delle redenzioni

 

tu regina di ogni mio abisso

non guardare le mie notti

nel tuo antico potere accogli la paura

abbraccia i miei No di stupido saggio

 

tu bianca e tutta oscura

dà al mio limite

l’oltre che ogni limite annulla

 

 

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