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Nel nostro amore di gioia e fatica

noi genitori “diamo al mondo” i nostri figli.

 

Fa’, Creatore e Padre dell’universo,

che mai gli sguardi dei nostri figli

si abbassino alla noia

o vivano vertigini di vuoto.

 

Fa’, Dio delle speranza,

che anche nella vita dei nostri figli,

così come nei giorni del nostro innamorarci,

abiti l’ottimismo,

sorrida la saggia ironia,

viva l’umana pietà,

s’innalzino l’ipotesi e il progetto,

e nella preghiera che accoglie l’abbraccio del Padre

si ami il mondo fino a volerne la salvezza.

 

Dio, che hai fatto carne la Tua Parola,

fa’ che i nostri figli

trovino nelle loro giornate e nelle notti

parole di vita e stupore,

di ricerca e comunione,

parole che li abituino a vivere

– come la loro intimità più profonda

e come il sussurro tra due innamorati –

il mistero che Tu sei.

 

Fa’ che le parole dei loro maestri e amici

innamorino i loro animi

di utopia e verità,

di dignità e umana concretezza,

di mai sazia ricerca della Tua Parola

fino a incarnarne l’entusiasmo e l’annuncio.

 

Fa, Dio della via e del senso,

che i nostri figli non si smarriscano tra i sentieri del mondo,

ma che, percorrendoli, vivano l’amore

di chi segue e accompagna Gesù.

 

Fa’ che la loro volontà non si perda,

fa’ che si bagni nel gusto di comprendere accogliendo,

di accogliere comprendendo.

Fa’ che la loro scienza non sia vuota astrazione,

ma che si radichi nella sapienza della pietra,

quella che, gettata, sa farsi testata d’angolo.

 

Signore dei cammini faticosi,

da’ ai nostri figli

il sapore del sacrificio motivato,

dello studio appassionato,

della responsabilità cercata, accolta, affrontata,

della festa conquistata,

della comunicazione aperta,

degli annunci profondi.

 

Spirito dei legami sapienti,

fa’ che apprendano senza isolarsi,

che capiscano senza annientare e annientarsi,

che dicano dicendoti.

 

Dio che chiami,

da’ ai nostri figli il coraggio dell’ascolto

e l’arguzia generosa delle risposte inesauste.

 

Aiutali a seguire, volere, amare la Tua volontà,

così che in Te trovino risposta e domanda

quiete e inquietitudine,

provocazione e vocazione.

 

E da’ a noi la forza di non essere mai peso che esaspera,

condizione che limita, senso di colpa che inchioda,

tristezza che mortifica, pretesa che impone.

 

Signore, Dio della luce,

da’ ai nostri figli l’emozione dell’alba,

quando la Creazione si ritrova

e di nuovo vince le tenebre,

da’ ai loro occhi e alle loro anime

le sfumature stupite delle aurore,

le profondità sapienti dei tramonti,

la fermezza profetica che nelle notti domina il buio.

E libera il nostro amore per loro

da ogni pesante miopia,

da ogni affetto espropriante,

da proiezioni assurde e sorde attese,

da progetti che non siano quelli che Tu,

nel Tuo amore, suggerisci ai loro cuori.

 

Tu, eternità vivente, hai amato i nostri figlioli

prima che noi esistessimo,

prima che il nostro amore ne concepisse la vita.

Nelle Tue mani potenti e delicate e dolci

rimettiamo ogni adesso

e ogni ora futura dei nostri figli.

Fa’ che ogni loro vivere e ogni loro morire

siano nel segno della Tua resurrezione

e del Tuo amore.

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