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Lode a Maria


Madre dei tempi e delle generazioni,
Tu hai accolto in Te ogni attimo e vicenda;
ogni attesa e assurdità d’esistere hai abbracciato;
a Te hai stretto ogni presente fuggente,
ogni pesante passato, ogni nostalgia,
anche la più disperata utopia.
E Tu, pienezza del senso e della gioia,
tutto hai trasformato in Te,
tutto alla salvezza hai aperto.
E la carne – essa, l’anonima
e l’indecisa! – si è fatta in Te parola e coraggio.

 


Madre dei luoghi e degli spazi,
Tu lasci abitare in Te i nostri deserti
e le più fertili delle nostre pianure.
Ogni terra e ogni distanza,
purché l’uomo vi respiri,
riconoscono in Te il loro tempio.

 


Madre delle sintesi e dei legami,
gli spazi e i tempi dell’uomo divengono Te,
si fanno Tuo corpo,
si traducono in speranza di parola ritrovata,
di nuovo aperta alla Parola del Padre.

 

 

La Tua verginità è pienezza di madre
che nulla tralascia o dimentica.
Tu, madre totale e verginale dell’uomo;
Tu, figlia totale dell’uomo e di Dio;
Tu hai saputo essere madre totale e verginale di Dio.

 

 

Più ancora, la Tua verginità è pienezza di sposa

pienezza di compagna, pienezza di complice
che nulla tralascia e nulla dimentica del suo Sposo divino.

 


E la Parola si è fatta carne e storia,

cammino e vicenda.
Tu, maternità verginale, da’ alle nostre verginità
la pregnanza di chi genera e forma ed educa.
Da’ alle nostre paternità e maternità
l’ampiezza sociale e politica e storica più pura e coinvolta.

 


Nei nostri figli facci padri e madri
del nostro tempo e del nostro mondo,
senza che mai dimentichiamo l’ultimo tempo

e l’orizzonte ultimo e primo dei cieli e delle terre.

 

 

Dacci l’impegno nella storia e il sospiro della Creazione.
Tu sei dramma ricucito, mondo ricomposto:
la Parola di Dio e la parola dell’uomo
tornano per Te e in Te a incontrarsi,

l’una nell’altra e dell’altra a personare.
Tu, in Te, di questo dialogo i primi balbettii sentisti
indecisi e già innamorati e innamoranti;
ora, ne sei, per sempre, la presenza e la casa.

 


Dicesti un giorno (e lo ripeti a chi T’ascolta):
“Io sono l’immacolata concezione”.
Madre della Parola,

chi per il proprio concepimento può dire “Io sono”?

Chi, se non Tu, che sei l’implosione significante
di ogni tempo e distanza,
può parlare al presente

del proprio primo e più inconsapevole attimo?
Del primissimo esserci del proprio esistere?
Chi può volere prima della volontà,
amare prima d’innamorarsi,
essere prima dell’esserci,
se non Tu, madre del Significato
e figlia profondissima della Creazione?

 


Il Tuo occhio e il Tuo braccio,
la Tua tenerezza e il Tuo passo
sono sempre con noi, perché non possono
conoscere la morte.
Tu, madre di ogni adesso e di ogni assunzione,
ci sei sempre accanto.

Tu, gravidanza d’eternità, lascia che nel Tuo abbraccio

sentiamo il battito del Tuo cuore,

così che ogni nostro sonno

sappia la continuità e il risveglio.

 

2 Comments

  1. “D’ora innanzi tutte le generazioni mi chiameranno beata”.
    Una profezia insensata, che un oscuro scriba, forse un siriano ellenizzato chiamato Luca, attribuisce a un’ancora più oscura ragazzetta di un villaggio di Galilea talmente remoto da non essere mai citato dalla Scrittura.
    Profezia assurda, delirio di megalomani: eppure nessun’altra si è mai più straordinariamente realizzata. A quasi duemila anni da allora, non c’è donna al mondo alla quale siano stati dedicati più amore, preghiere, parole scritte e dette, opere d’arte, templi.
    I Dante l’hanno cantata, i Michelangelo scolpita, i Raffaello dipinta, i Cellini incisa, i Palestrina musicata, i Manzoni narrata. E soprattutto, i miliardi di anonimi l’hanno venerata, invocata, lodata, esaltata, attesa nelle svolte liete e tristi delle loro vite…..
    Malgrado tutto, Lourdes ospita folle maggiori di Disneyland…..
    Il Corano le dedica un’intera sura, l’eleva sopra ogni altra donna, chiama Gesù sempre e solo “il figlio di Maria”,in terra islamica sarebbe lapidato sul posto chiunque osasse metterne in dubbio le virtù.”
    Da “Il Timone” sett/Ott 2009.

  2. Complimenti!
    Aspettavo quasi con ansia….ed ecco, è arrivata l’ODE che certo non morrà.
    “Chi può volere prima della volontà,/ amare prima di innamorarsi,/ essere prima dell’esserci,../
    ” Chi, se non Tu, che sei l’implosione significante/ di ogni tempo e distanza/…”

    “Immacolata” ancor prima del suo libero “SI”.
    Complimenti ancora per la Bellezza e il Significato di “Lode a Maria” che sarà per me, e per noi, argomento di ripetute meditazioni.
    Ciao al Poeta e alla sua bellissima sposa.


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