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A seguito e conferma dei miei tre articoli sul bambino disabile di Porto Garibaldi (FE) cui è stata negata l’Eucaristia (vedi e confronta 1. Anche la chiesa discrimina i disabili? Pensieri a margine della cronaca: negata l’Eucaristia a un bambino disabile, 2. Ancora sull’Eucaristia negata al bambino disabile: “Non glielo impedite!”, 3. “Non glielo impedite”. Altri pensieri sulla Eucaristia negata al bambino disabile ), ricevo con profondo dolore (come cristiano e come uomo) la segnalazione di questa foto e della notizia che l’accompagna. Me le invia un caro e molto attendibile amico, anch’egli amaramente colpito da fatti come questo.

Ecco la foto:

Ecco la notizia che accompagna la foto:

Lo so, la foto e la citazione sono terribili! Ma questo prelato è vivente, e frequenta la Curia di Roma, era vicinissimo a Giovanni Paolo II, è vicino a Benedetto XVI, avendo con il papa un rapporto diretto.

La frase sotto è dell’aprile 1997. Esattamente Javier Echevarria ha detto: “Un sondaggio dice che il 90 per cento degli handicappati sono figli di genitori che non sono arrivati puri al matrimonio”, pronunciata a Catania il 9 aprile 1997, durante una riunione con circa 1.500 sacerdoti e laici appartenenti all’Opus Dei. La frase è stata riportata il 10 aprile 1997 dal “Giornale di Sicilia”. L’affermazione del vescovo ha fatto infuriare le associazioni di bambini disabili che lo accusarono di “terrorismo religioso”. L’Associazione Italiana Persone Down non ci sta: «Non si possono usare gli handicappati per fare terrorismo religioso». E in un comunicato spiega: «Crediamo che non ci resti che esprimere orrore e disagio per una tale affermazione, non solo priva di ogni validità scientifica (e ci piacerebbe che il capo dell’Opus Dei citasse altrimenti le sue fonti), ma anche priva di ogni forma di sensibilità e di rispetto umano.

L’Opus Dei cerca di correre ai ripari, affermando che il riferimento non era ai disabili, ma ai sieropositivi. Dando così credito a ulteriori polemiche. Per la precisione dalla sede romana dell’Opus Dei, il portavoce Giuseppe Corigliano precisa: “Innanzitutto, le cose dette dal Prelato non hanno un valore testuale, perché pronunciate in un contesto di conversazione libera, in un clima di famiglia, sia pur numerosa come quella dei simpatizzanti dell’Opera. In secondo luogo, il riferimento a un dato scientifico può essere ritrovato nella percentuale di neonati sieropositivi che nascono da madri sieropositive. Il termine handicappato è del tutto generico e, quindi, è completamente fuori luogo ogni riferimento a malattie di natura genetica».

Mie considerazioni:

Fin dalla riflessione teologica tipica dei libri della sofferenza del Vecchio Testamento, emerge chiarissimo il messaggio teologico che la sofferenza e la malattia non sono un castigo dato da Dio al peccatore. Che un vescovo torni ad affermare il primitivo principio del male come causa della malattia, è solo segno di becera ignoranza teologica e di micidiale irresponsabilità pastorale, ignoranza e irresponsabilità che offendono la fede e l’anima di tutti gli uomini oltre che di tutti i ciristiani. Che nessuno dall’interno della gerarchia abbia denunciato l’aberrazione di tali affermazioni è per lo meno inquietante, ed è segno di oggetitva complicità e connivenza. Dove erano il cardinal Ratzinger, il Papa e la Congregazione per la dottrina della fede, per altro tanto solerti nel censurare, reprimere ed epurare altri tipi di affermazioni (quali per esempio quelle della teologia della liberazione o quelle di Hans Küng, Leonardo Boff, Edward Schillebeeckx, Jacques Dupuis ecc.)?

Naturalmente, analoghe considerazioni vanno fatte anche da un punto di vista scientifico, dato che le affermazioni di Javier Echevarria non hanno alcun fondamento scientifico e sono soltanto segno di inqualificabile ignoranza e ottusità, ed offendono la ragione e il buon senso.

Da un punto di visto etico e morale lascio poi al lettore valutare l’indecenza di quanto dice Echevarria.

L’Opus Dei è forse la più potente congregazione cattolica, annovera al proprio interno tantissimi uomini del potere politico, finanziario, economico, imprenditoriale nonn soltanto italiano e che esercita un potere enorme in tutto il mondo cattolico e non solo. È una Prelatura personale, cioè una specie di diocesi sovraterritoriale, che può avere un clero proprio e che è irresponsabile nei confronti dei vescovi diocesani; dipende cioè direttamente e unicamente dal Papa. Perciò è ancora più grave che al suo vertice ci sia una persona tanto inqualificabile come Javier Echevarria e che il Papa direttamente non abbia censurato le volgari affermazioni di questo vescovo. L’Opus Dei è una istituzione tanto potente quanto misteriosa e impenetrabile, come ricorda Emanuela Provera a p. 206 del suo illuminante e inquietante libro (Dentro l’Opus Dei, Chiarelettere, Milano, 2009; ne consiglio la lettura ai lettori di questo blog): “(…) possiede la massima libertà e autonomia, ossia la Curia romana nmon conosce l’identità dei suoi membri, non vigila sulla loro formazione,, sui loro diritti e obblighi, non controlla la loro ammissione/dimissione. (…) Inoltre, possedendo un clero proprio i cui membri, gli unici realmente incardinati, possono solo provenire dalle file dei membri laici dell’istituzione, e che dipende direttamente dal prelato [cioè da Javier Echevarria], non è soggetta al controllo diretto dei vescovi diocesani”. Si tratta cioè di una vera e propria chiesa nella chiesa, della quale Echevarria è il capo supremo.

L’organizzazione dell’Opus Dei rasenta le caratteristiche delle sette, vive di segretezze misteriose ed esclusive, tende alla assoluta autoreferenzialità (a detta di molti testimoni, per esempio, i suoi adepti possono farsi curare solo da medici dell’Opus Dei). Non a caso già nel 1986 l’Opus Dei fu oggetto di una interpellanza parlamentare per verificare se e quanto essa fosse una associazione segreta illegale – assimilabile alla P2 – che sfuggiva ai doveri costituzionali della piena responsabilità nei confronti dello stato. L’interpellanza venne di fatto resa inefficace dall’acquiescenza alle dichiarazioni della Santa Sede e ai documenti della stessa Opus Dei da parte del Ministero degli Interni, che di fatto non procedette alle verifiche necessarie. Questo mostra il potere dell’Opus Dei anche nei confronti dello Stato Italiano (e non solo italiano, dato il carattere internazionale dell’Opus Dei), potere in grado di determinare e/o influenzare la politica nazionale e non solo. Potere tanto potente quanto incontrollabile. Se per esempio si pensa a come alcune università che hanno i loro rappresentanti nei posti chiave anche dell’attuale governo sono i luoghi privilegiati dell’arruolamento dei membri dell’Opus Dei, come si fa a non temere che le affermazioni di Javier Echevarria non restino soltanto un episodio di passata volgare ignoranza?

Aggiungo un’ultima nota, che, a fronte dei dati di cronaca recente, può risultare di interessante attualità. È stato proprio Joseph Echevarria a concedere, in qualità di Prelato dell’Opus Dei (lo è dal 1994, quando, non ancora vescovo, successe ad Alvaro del Portillo) sepoltura nella basilica di sant’Apollinare a Enrico De Pedis, boss della banda della Magliana capeggiata da quel

Pippo Calò implicato per esempio nell’omicidio di Roberto Calvi. Come non collegare le umilianti affermazioni di Echevarria sugli handicappanti a fantasmi quali per esempio lo stesso Calvi, Emanuela Orlandi, i Lupi Grigi di Alì Agca, la P2, tangentopoli, il riciclaggio, il divieto vaticano a collaborare con Mani Pulite? Come non pensare a un Vaticano controllato e condizionato dall’Opus Dei?

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