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Oggi è il 58° anniversario della mia Prima Comunione. Il 24 maggio del 1954 è stato uno dei giorni più belli, lucidi, solari e stupiti della mia vita. Ho davvero incontrato Gesù, anche se ne sentivo da tempo la vicinanza di amico e fratello unico.

Ero molto ben preparato all’incontro con Gesù. Il corso di preparazione fu molto stimolante e ricco; lo seguii con grande curiosità, partecipazione e passione; se per tutta la mia vita e ancora oggi la riflessione religiosa e teologica mi hanno affascinato e accompagnato (la mia tesi di laurea in Filosofia fu non a caso sulla Trinità in sant’Agostino e sant’Anselmo), se l’atteggiamento mistico mi ha sempre attratto e avvinto, penso di doverlo anche e prima di tutto a quel corso e alle contemporanee lezioni del mio maestro di catechismo Erminio Tomasoni (che Dio l’abbia in gloria). Ho avuto la fortuna di nascere e crescere a Romano di Lombardia, all’interno di una parrocchia che da sempre partorisce laici forti e assertivi; fino al Concilio di Trento, che, stabilendo il principio della residenzialità dei parroci, garantiva finalemente la presenza di un sacerdote in parrocchia, la chiesa di Romano di Lombardia fu di fatto gestita dai laici, in particolare dalle Confraternite, cosa questa che abituò il laicato romanese alla autonomia pastorale e intellettuale e alla assunzione diretta delle responsabilità morali e religiose. Non credo sia un caso che le più belle e significative riflessioni religiose che da bambino e da ragazzo io abbia avuto il piacere di ascoltare siano state quelle dei laici del mio paese d’origine. Anche per questo arrivai ben preparato e ricco alla mia Prima Comunione.

Avevo ancora sei anni. Avrei dovuto aspettare ancora un anno, dato che, allora, la Prima Comunione veniva fatta a sette anni compiuti, Seguendo mio cugino Alfredo, più grande di me di un anno, mi ero trovato ad ascoltare la prima lezione di preparazione del suo corso; mi piacque così tanto che continuai a frequentarlo fino alla fine, senza che nessuno si accorgesse della mia intrusione; alla fine sostenni e superai il piccolo esame di fine corso, conquistandomi anch’io la medaglia che veniva assegnata a chi era promosso, così che, quando si accorsero che ero un anno più giovane degli altri, era troppo tardi per escludermi. Strana ironia della vita: a scuola non mi avrebbero voluto prendere perché pensavano che non fossi in grado d frequentare le lezioni (sono spastico), alla Prima Comunione anticipai tutti di un anno. O, forse, era Gesù che voleva incontrarmi un anno prima, starmi vicino un anno in più, essermi compagno di scuola per tutta la vita.

Ogni anno, quando arriva il 24 maggio, mi sento più vivo e più vero. C’è ancora in me quel bambino; c’è ancora in me quell’incontro; c’è ancora in me la gioia di quel Gesù di quel giorno, ci sono ancora le sue parole, quello che mi disse quel giorno. Per questo per me il 24 maggio è così bello e grande, che non posso non condividerne la fortissima emozione con i lettori di questo mio blog. E che Gesù continui a essermi accanto anche adesso come allora! Ciao, Gesù, ti voglio bene.

Prima Comunione

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