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Temo le strutture totali come le carceri, i ricoveri in ospedale e certi ambienti di lavoro. Temo la mancanza di libertà che vi si respira, la mancanza del rispetto della persona che troppo spesso le abita, la frase che spesso vi viene detta: “noi eseguiamo gli ordini”. È, guarda caso, la stessa frase che ripetevano i gerarchi nazisti a Norimberga e gli impiegati e i funzionari dei campi di sterminio e dei gulag. E per fortuna, grazie a quel santo uomo di Franco Basaglia, non ci sono più i manicomi, almeno sulla carta.

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One Comment

  1. Provo “Com-passione”, al punto di perdere il respiro e di provare claustrofobia quando, nei dormiveglia mattutini mi capita di immedesimarmi nella condizione di un carcerato o malato in ospedale o prigioniero di un corpo paralizzato.
    Sono stato da poco in visita a Matera e a Gravina di Puglia alle “cisterne” scavate sotto le case e dove, in una di esse, sono morti alcuni anni fa due poveri ragazzi precipitati lì per gioco e dimenticati.
    L’incuria, l’imprudenza, la dabbenaggine legislativa, l’incapacità alla com-passione… ed ecco il disastro.


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