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Signore, fa’ che noi siamo la nostra casa
Che non siano solo i muri a costruirla.
Non solo gli architetti e i muratori a darle vita,
né solo gli urbanisti ad aprirla al mondo e agli uomini.
 

 

* * *


Fa’ che ad abitarla e a darle vita
siano i nostri sguardi e le nostre coscienze.

 

Fa’ che in essa i nostri occhi

mai non temano di incontrarsi
e le nostre coscienze sempre amino la trasparenza.

 

Fa’ che le nostre pupille

siano il luogo più nostro della nostra casa,
il luogo dove non ci stanchiamo mai

di innamorarci e di riconoscerci,
di crescere l’uno della vita dell’altro.

 

* * *
 
 

Che nella nostra casa faccia la sua tenda la parola,
il gusto di raccontarci i cammini percorsi.
Che in essa le nostre parole

sappiano farsi veramente carne e vita,
racconto e progetto.
Impedisci, Signore, che nella nostra casa
 
abiti il silenzio,
quello sordo della sfiducia e del conflitto,
quello gelido dell’indifferenza.
Fa’ che nessuna parola sia mai scontata,
che nessuna ripetizione nasca dalla noia,
che anche i balbettii siano amore ripetuto, stupore ritrovato.
 

 

* * *
La nostra casa sia, Signore,
 
la casa delle mani e dei gesti.
Che le nostre dita conoscano la tenerezza.
Che i nostri gesti sappiano sempre
 
del senso e del significato.
Che nulla sia perduto.
Che il nostro abbraccio conosca sempre
 
l’esatto equilibrio tra aprirsi e accogliere.
Solo così la nostra casa sarà luogo
 

di orizzonti e non di confini,

di ristori e non di fughe,
di inizi e non di diaspore,
di ospitalità e non di paura.

 

* * *


Fa’, o Signore, che la nostra casa sia le nostre utopie,
le nostre speranze comunicate e sofferte

e gioite insieme.
Che in essa respiri la fiducia nella vita e nella gente.
Che in essa le sconfitte siano occasione di crescita,
indicazione verso la saggia ironia.
La nostra casa sia la terra dell’ideale:
tempo e luogo dove l’astratto viva di concretezza,
dove l’ultimo sia il primo,
dove il “tu” sia il primo pronome della nostra vita.

 

* * *


Dacci, o Signore, la gioia di vivere anche le nostre vecchiaie
come crescita e come innamoramento,
come cammino che sempre più ci unisce
conducendoci a Te.
La nostra casa sia, allora, il tempo
 

dell’imminenza e dell’immanenza,
del Natale e della Resurrezione,
così che anche le nostre delusioni e le nostre morti
siano attesa, memoria e profezia del Tuo abbraccio,
fino a esserne

– con la tua grazia e nel Tuo perdono –

simbolo e sacramento.

 

* * *


Quando, Signore, vedremo il Tuo volto,
fa’ che nei Tuoi occhi possiamo ritrovare,
ancora più bella e vera e nostra,
la casa delle nostre giornate e delle nostre notti.
Che nel Tuo sguardo la nostra casa risorga
come carne e corpo dei nostri legami
e del nostro aprirci quotidiano alla vita.
 

4 Comments

  1. Io lo dico sempre che Gigi è MAGICAMENTE ROCK!!!!
    Cantiamo una casa così, costruiamola! Ciascuno con un giardino di colori e senza recinti!
    Io leggo questa poesia e mi viene voglia di cantare!
    E allora rispondo come la voce nella valle fra le montagne con un brano di Jovanotti:

    “O Signore dei viaggiatori
    ascolta questo figlio immerso nei colori
    che crede che la luce sia sempre una sola
    che si distende sulle cose e le colora
    di rosso di blu di giallo di vita
    dalle tonalità di varietà infinita
    ascoltami proteggimi
    ed il cammino quando è buio illuminami
    sono qua in giro per la città
    e provo con impegno a interpretare la realtà
    cercando il lato buono delle cose
    cercandoti in zone pericolose
    ai margini di ciò che è convenzione
    di ciò che è conformismo di ogni moralismo
    e il mondo mi somiglia nelle sue contraddizioni
    mi specchio nelle situazioni
    e poi ti prego di rivelarti sempre in ciò che vedo
    io so che tu mi ascolti anche se a volte non ci credo
    Voglio andare a casa LA CASA DOV’E’???
    La casa dove posso stare
    Io voglio andare a casa LA CASA DOV’E’???
    La casa dove posso stare in pace con te.”

    E’ bello quando si parlano lingue diverse ma si dice lo stesso amore!

    E’ quasi mezzanotte….respirate bei sogni nelle vostre case.

    Elena

    • Grazie, Elena. Nessuno mi aveva mai dato del “rock”.

  2. “Poeta, volentieri/ parlerei a quei due che insieme vanno,/ e paion sì al vento esser leggeri”.
    L’Amore di due innamorati è sublimato dal poeta, anche nella casa degli ” inferi.”

  3. Signore, fa’ che noi diventiamo casa


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