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L’Ave Maria è preghiera di incontro e di presenza. È il piacere di dire “ciao” a Maria, nella gioia dell’incontro con Lei, con la Sua presenza. Come per le persone di cui ci fa piacere la presenza, viene voglia di ripetere il “ciao” per cinquanta e cinquanta e cinquanta volte. Il Rosario non è la penosa, doverosa, ossessiva nenia annoiata o nevrotica quale ce lo fanno sembrare certe recite strascicate, più simile al cerimoniale nevrotico che cerca nel rituale l’assopimento dipendente o la compensazione ansiolitica. È invece il godimento gioioso di una presenza, la gioia di ripetere il saluto e il nome, proprio come fanno un papà e una mamma quando chiamano per nome il loro bambino o come fanno gli innamorati quando si ripetono infinite volte il saluto e il nome; proprio come fecero l’Angelo all’Annunciazione, Bernadette a Lourdes e Lucia a Fatima. “Ciao, Maria, piena di Creazione”, “Ciao, Maria che hai sempre il Signore con Te”, “Ciao, Maria, benedetta fra tutte le donne”, “Ciao, Maria, benedetta dal frutto benedetto del tuo concepimento”.

Proprio perché è incontro e presenza, l’Ave Maria è tutta all’indicativo presente. Con il Padre Nostro il verbo non è più l’indicativo, ma il congiuntivo esortativo, il congiuntivo della speranza e della tensione dalla creatura a Dio. Con Maria invece non c’è tensione: c’è la gioia della presenza di fronte all’umano immacolato che è già e da sempre con il divino, al punto da concepire con lui, al punto da esserne la madre e la benedetta benedizione. “Ciao, Maria, il Signore è talmente con Te che, grazie a Te, è anche con noi”, “Ciao, Maria, mamma di Dio”, “Ciao, Maria, santa di divina maternità”, “Ciao, Maria, tu che anche con Dio puoi e sai usare l’indicativo della presenza, parlaGli tu per noi”. Noi possiamo parlare con lui solo al congiuntivo della inquietitudine sperante; Tu Gli puoi parlare nella visione della presenza senza i congiuntivi delle distanze. “Ciao, Maria, parlaGli per noi in ogni attimo di tempo, Tu che sei la pienezza della Creazione, parlaGli per noi in ogni adesso della nostra vita e nell’attimo di Pasqua della nostra morte, di ogni nostra morte”. “Ciao, Maria, bellissima tra le creature e più bella di ogni altra creazione”, “Ciao, Maria, è bello continuare a dire il Tuo nome godendo della Tua presenza”.

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3 Comments

  1. Bellissima interpretazione dell’AVE, poetica e teologica.
    Solo Tonino Bello , mi sembra, ha saputo raggiungere simili vertiginose altezze!
    Complimenti e grazie.

  2. Bellissima interpretazione poetica e teologica!
    Solo Tonino Bello ha saputo raggiungere simili vertiginose altezze.
    Grazie e complimenti.

  3. La Dolcezza, l’Accoglienza, la Grazia, l’Amore…
    Doti rotonde, senza spigoli, senza condizioni.
    L’armonia dei colori, delle vibrazioni del nostro essere, nell’equilibrio della vita!
    La perfezione del “Centro” che determina l’esattezza del contorno!
    La parte Donna del dio Uomo!
    La Madre Terra, che tutto può…

    La magia dell’integrazione, il miracolo della creatività che sposa la creazione.
    Il Sacro Graal???
    L’incontro…

    Quante immagini questo essere sacro invoca nella mia mente!
    Anche di un Dio donna!La deità al femminile.
    E poi mi viene in mente come l’equilibrio tra maschile e femminile sia armonia all’interno di un undividuo, con smisurata e fluente accettazione!
    Sto e vado.
    Sento e creo!
    Che meraviglia!!!
    Grazie!

    Cristina


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