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Solo chi è psicoterapeuta può esercitare la psiccoanalisi. L’ha ribadito la Cassazione, dando ragione all’Ordine degli Psicologi, che aveva intentato causa a una persona che, sotto l’etichetta di psicanalista, praticava abusivamente la professione di psicoterapeuta. Vedi in proposito la sentenza, cliccando qui

–>la sentenza della Cassazione che riconduce la Psicoanalisi alla Psicoterapia .

In particolare viene sancita e riconosciuta l’elevata specializzazione propria dello psicoterapeuta: “ai fini della sussistenza del reato di cui all’art. 348 c.p., l’esercizio dell’attività di psicoterapeuta è subordinato ad una specifica formazione professionale della durata almeno quadriennale ed all’inserimento negli albi degli psicologi o dei medici (all’interno dei quali è dedicato un settore speciale per gli psicoterapeuti). Ciò posto, la psicanalisi, quale quella riferibile alla condotta della ricorrente, è pur sempre una psicoterapia che si distingue dalle altre per i metodi usati per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali. Ne consegue che non è condivisibile la tesi difensiva della ricorrente, posto che l’attività dello psicanalista non è annoverabile fra quelle libere previste dall’art. 2231 c.c. ma necessita di particolare abilitazione statale”.

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One Comment

  1. Fra le tante leggi italiane che ci schiacciano con quel loro aggiunto di “ad personam”, finalmente una voce che si alza limpida a sostegno della Giustizia!
    Personalmente ritengo che per un paziente la scelta e la possibilità di seguire un percorso di analisi sia vitale, proprio perché puo’ permetterti di vivere meglio, e in molti casi permetterti di VIVERE, quando tutte le porte sembrano chiudersi ingoiandosi tutte le chiavi.
    E’ un percorso difficilissimo, durissimo, che non si può fare da soli: è necessaria e vitale la presenza e l’accompagnamento di uno psicoterapeuta che ti aiuti a trovare le chiavi perse, e a darti i mezzi perché tu possa fabbricarti la tua chiave, su misura per te.
    Il ruolo del paziente è il cuore di questo meccanismo, è lui che deve trovare la forza e la fiducia per seguire la guida e lottare per la propria vita, con tutti gli abissi, gli inciampi, le soddisfazioni e le delusioni che dovrà affrontare. E che affronterà anche dopo il percorso di analisi, ma con un’arma in più: la voglia di vivere.
    Io non sono psicoterapeuta, non posso descrivere la strada che il medico percorre accompagnando il paziente. Ma so e sento nell’animo che anche la strada dello psicoterapeuta è irta e affatto facile. Egli si trova sullo stesso cammino del suo paziente, ma con la responsabilità di guidarlo e allo stesso tempo spingerlo in avanti, mettendo da parte le proprie emozioni per offrire due mani libere pronte ad abbracciare e spronare colui che chiede aiuto. Entrambi si sono lanciati insieme da un aereo, entrambi hanno il paracadute ma uno dei due non lo apre, perché non sa o non vuole, e in questa caduta libera lo psicoterapeuta accetta il rischio e dà al suo paziente l’attenzione, la fiducia e la guida necessaria perché tutti i paracaduti si aprano, ciascuno con la propria forma e il proprio colore, perché si tiri la maniglia che urla SI’ alla vita.
    Ora, lo psicoterapeuta non nasce già con il brevetto da paracadutista e guida nella foresta tropicale! Si prepara per arrivare a quel ruolo. Certo sono convinta che debba essere portato, che non tutti possano svolgere questo compito. Così come tutti siamo portati a qualcosa, ognuno ha un dono che se ascoltato e sviluppato può farlo crescere, farlo sentire felice di vivere. Chi nella medicina, chi nell’arte, chi nella meccanica.
    Ma se non si sviluppa il proprio dono, o si spaccia per arte quello che è paccottiglia, non si può arrivare a nessun risultato.
    Chi si affiderebbe a un maestro paracadutista che non sa spiegarti né aiutarti ad aprire il tuo paracadute? O peggio che ti assicura di esserne capace, ma ti fornisce un libretto di istruzioni fasullo?
    Chi affiderebbe la propria anima, togliendo tutte le reti di protezione, a qualcuno che non è in grado di gestire un tesoro così grande?
    La psicoterapia è un grande tesoro, ma quando si finisce nelle mani di chi questo tesoro non lo sa gestire, i danni diretti ed indiretti sono enormi, un vero delitto nei confronti di chi già sta sprofondando da solo e non ha bisogno di spinte in questo senso!
    E allora ben venga tutto quello che può proteggere i bravi psicoterapeuti e i pazienti che scelgono di lottare per vivere.
    A tutti loro dedico queste parole di De Vigny:

    “Ah! Dieu soit loué! s’écria Stello en levant les yeux, voici un vivant. Et c’est vous, vous qui etes le médecin des ames, quand il y en a qui le sont tout au plus du corps, vous qui regardez au fond de tout, quand le reste des hommes ne voit que la forme et la surface! – Vous n’etes point un etre fantastique, cher Docteur; vous etes bien réel”

    (“Ah! Dio sia lodato! Gridò Stello alzando gli occhi al cielo, ecco un vivente. Ed è lei, lei che è il medico delle anime, quando ve ne sono altri che lo sono tutt’al più solo del corpo, lei che guarda nel fondo delle cose, mentre il resto degli uomini vede solo la forma e la superfice! – Lei non è affatto un essere fantastico, caro Dottore, lei è ben reale”)
    .
    Elena


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