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C’era una volta una scuola senza nome. Era triste perché i suoi ragazzi non potevano chiamarla, né potevano parlare di lei con i loro amici. Era così triste che perdeva colore ogni giorno di più.

I ragazzi decisero di aiutare la scuola e si misero subito alla ricerca di un nome bello, ma così bello, che soltanto a sentirlo venisse alla scuola il sapore degli arcobaleni e ai bambini la voglia di diventare donne e uomini grandi e veri.

Trovarono un nome: “Carluccio”. Sembrava il nome di un bambino sveglio e intelligente, di quelli che nelle fiabe riescono sempre a sconfiggere i lupi cattivi e gli orchi egoisti; li vincono prima e meglio di quanto riescano a fare gli adulti.

Avevano trovato quel nome ascoltando la storia di un uomo grande buono e bello, che si chiamava proprio così: Carluccio. Era un papà, di lavoro faceva il poliziotto, bravo, capace di salvare i bambini dai sogni cattivi. Disinnescava le bombe dei deboli e dei vigliacchi, che con i loro sogni cattivi uccidono il mondo e la speranza.

Un giorno una bomba più bugiarda e cattiva delle altre lo uccise.

Anche gli uomini buoni e belli muoiono. Ma i loro nomi restano nel cielo, nell’aria, negli arcobaleni delle scuole e nelle anime dei ragazzi che vogliono dare vita e colore al mondo.

Carluccio è un nome simpatico e sa di magia, di quella magia che solo gli eroi del quotidiano conoscono e vivono. Quando lo sentirono nella brezza della sera, i ragazzi della scuola se ne innamorarono così tanto, che subito corsero alla loro scuola senza nome e la battezzarono con quel nome di sogno e di speranza, colorato da tutti i petali degli arcobaleni.

Oggi la scuola è felice di quel suo nome da papà forte e da bambino delle fiabe. Tutte le mattine, quando suona la campanella e iniziano le lezioni, la scuola sussurra orgogliosa il proprio bellissimo nome e manda un dolcissimo bacio di arcobaleno a tutti i suoi allievi.

NOTA ESPLICATIVA.

Questa fiaba non è inventata. È un racconto vero. È la storia di una scuola di Grandate (Como), alla quale, grazie alla proposta dei ragazzi della Prima B, è stato scelto di dare il nome di Luigi Carluccio, artificiere della Polizia di Stato in forza alla Questura di Milano.

Così cita la motivazione del conferimento della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla memoria: “La notte tra il 14 e il 15 luglio 1981 a Como furono collocati numerosi ordigni esplosivi per protestare contro la costituzione del carcere «Bassone». Il Brigadiere Luigi Carluccio, dopo avere disinnescato alcuni ordigni, veniva investito dall’esplosione di un congegno, perdendo la vita. Nobile esempio di coraggio, altruismo ed elette virtù civiche, spinte fino al sacrificio della vita, per il bene della collettività”.

La Classe Prima B ha espresso la propria proposta del nome di Luigi Carluccio con uno stupendo, poeticissimo CD accompagnato da citazioni e immagini e dai bellissimi disegni dei ragazzi.

Ecco il testo del CD:

Passano i treni. È estate piena, il 15 luglio 1981. C’è un uomo che porta il nome di un bambino, perciò lo sa meglio di tutti che i figli certe volte fanno brutti sogno, e che i papà ci sono apposta: per scacciarli.

Così questa notte, quell’uomo che porta il nome di un bambino, e che è papà di un figlio piccolo, otto mesi appena, sente che ci sono cinque, sei sogni cattivi che vogliono far spaventare i bambini.

Disegno di Martina

Guarda suo figlio che dorme, e pensa che tanti altri bambini dormono e sorridono nel sonno. In questi anni i sogni cattivi sono tanti, ce ne sono quasi tutti i giorni e lasciano troppi bambini a piangere.

Disegno di Leila

Quell’uomo allora si prepara e esce. Va a scacciare i sogni cattivi per suo figlio di appena otto mesi e per tutti gli altri bambini. L’ha già fatto altre volte, anche se è un papà giovane di ventotto anni. Sa come si fa.

 
 
 
 

Disegno di Lucrezia

Pensa a suo figlio e scaccia tre … quattro sogni cattivi, li manda via per sempre, non torneranno più.

 
 
 
 

Disegno di Jacopo

Poi va lì, dove passano i treni: c’è l’ultimo sogno cattivo.

 
 
 
 

Disegno di Virginia

È il peggiore di tutti, ha una forza che nemmeno cento papà insieme possono scacciare. Dovrebbe andar via prima che inghiotta anche lui.

 
 
 

Disegno di Lia

Però sente suo figlio che si gira nel letto, e sente tutti gli altri bambini. Allora decide: rimango qui per sempre, a tenere la porta chiusa contro questo sogno cattivo.

 
 
 

Disegno di Chiara Sheila

Non vedrà più il suo bambino, è ancora lì adesso che impedisce al cattivo sogno di entrare, quell’uomo che conosce meglio di tutti i bambini, perché ne porta il nome.

 
 
 

Disegno di Chiara Sheila

Luigi Carluccio, che porta il nome di un bambino, come si porta una medaglia”.

 
 
 

Luigi Carluccio

I ragazzi della Prima B, dopo avere proposto il nome da dare alla scuola, hanno scritto una lettera ad Alessandro, il figlio di Luigi Carluccio, che anche lui fa il poliziotto, come il suo papà. Alessandro ha risposto con una stupenda lettera, che sarebbe bello pubblicare, perché ci farebbe crescere tutti in umanità e civiltà.

In questi giorni il nome proposto dai ragazzi della Prima B è stato accolto e prescelto: “Luigi Carluccio” diverrà il nome della scuola media di Grandate (Como).

L’autore di questo blog ringrazia i ragazzi della Prima B e la loro coordinatrice prof. Paola Gaffuri: grazie a loro è stato possibile vedere vivere una bellissima fiaba, un sogno vero, un simbolo grande e bello, che rende ancora più entusiasmante essere uomini.

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