Skip navigation

Un lettore mi chiede per email che libro stia leggendo. Non leggo mai un libro per volta. Ne ho sempre almeno una ventina sotto mano, che mi gusto passando dall’uno altro. Solo sulla tavolozza i singoli colori prendono anima, si incontrano, si provocano l’un l’altro, si mischiano, si ritrovano, si inventano in sfumature incredibili.

Attualmente ho ripreso in mano l’Antigone e il Filottete di Sofocle. Ero provocato dalla vicenda di due miei pazienti. Lì sto trovando risposte formidabili.

Mi sto gustando il De rerum, natura di Lucrezio. Mi entusiasma la sua abilità di dire filosofia in poesia, la sua disperazione, il suo bisogno di certezza e di entusiamo. Meraviglioso.

Non perdo giorno senza almeno un’occhiata dare al Don Chisciotte, al Gargantua e Pantaguel e all’Orlando Furioso. Come fa la gente a perdersi godurie del genere?

Qualche pagina al dì non mi faccio poi mancare né del De consolatione philosophiae del dolce Severino (Boezio) né del De Trinitate del mio immancabile Agostino

Ho ripreso da qualche giorno La fortezza vuota e Sopravvivere di Bruno Bettelheim. Ogni due o tre anni me lo vado a rimangiare. Idem per Paradosso e controparadosso della mia maestra Mara Selvini Palazzoli; era un po’ che non me lo rivedevo. Sempre un bellissimo ritrovarsi.

Travolgenti interroganti libri di questi giorni sono poi Alcune mie vite di Varlam Salamov, Per questo di Anna Politkovskaja. Grondano sangue e pregano libertà. Li sto leggendo insieme alla rilettura di Sommersi e Salvati di Primo Levi e di Niente di nuovo sul fronte occidentale di Remarque. Quanto prego leggendo questi libri! Quanto bisogno di salvezza e di redenzione!

La bellezza e l’inferno di Saviano ormai è quasi finito. Spunti forti e belle intuizioni dell’anima e dello spirito.

Istruttiva l’indagine sul folle mondo dei pellegrinaggi di Medjugorie e del Rinnovamento nello Spirito Santo mi è fornita da Cattolicesimo magico. Un’indagine etnografica, un intelligente libretto di Marco Marzano, che mi si dice insegni proprio qui all’università di Bergamo.

Anche se li avevo rivisti poco più di un paio d’anni fa, ho di nuovo aperto le pagine di Segnavia e di Sentieri interrotti di Heidegger. Mi piace il suo modo di procedere, di argomentare, di guardare le cose e il mondo.

Quel che è di Cesare è un interessante libro-intervista di Rosy Bindi. Mi piace quest’anima di donna e di politica. Forse non ce la meritiamo.

Sarà antipatico come persona, ma è davvero accattivante come stratega e storico. Sto parlando di Edward Luttwark di cui sto leggendo il chiarissimo La Grande Strategia dell’Impero Romano.

Mi sto poi godendo da qualche tempo i rapidi libretti che accompagnano i DVD di Invito al balletto, che la De Agostini sta pubblicando sul balletto classico. Un vero paradiso per gli occhi, le orecchie e l’anima.

Nè può mancare la poesia. Ora è il turno di Tutte le poesie di Garcia Lorca. Le accompagna la rilettura di Poemi Africani di Léopold Senghor, grande politico e enorme poeta della negritude.

Sto poi leggendo Memorie di un monaco di Bruno Vergano, uno scritto disincantato su una devastante esperienxza con i Memores Domini di CL.

Immancabile poi la lettura di don Primo Mazzolari: mi sto rileggendo La pieve sulll’argine. È una vera metafora della chiesa d’oggi e di chi ci vive.

Sempre aperta sulla mia scrivania poi ci stanno l’Odissea, la Divina Commedia e la Bibbia. Ora, per esempio, sono lì aperte all’incontro tra Odisseo e Nausicaa, al primo canto del Paradiso e al capitolo terzo del Qoelet.

Annunci

2 Comments

  1. Sono ammirato e stupito per la varietà dei colori posti sulla tavolozza letteraria: chissà che bellezza di arcobaleni!
    ” Oh! Se fossi pittore! Che ricca materia al mio pennello”
    Certo sono necessarie intelligenza, cultura, volontà, capacità organizzative e di sintesi, per approdare alle “sfumature incredibili” di cui parla Gigi.
    Da pensionato, avendo più tempo a disposizione, tento anch’io di sperimentare il metodo della “tavolozza”, ma con fatiche notevoli e con minore abbondanza di colori.
    Per esempio trovo di una difficoltà quasi sovrumana la lettura dell’Ulisse di Joyce, mentre mi è molto cara e comprensibile l’Odissea nella traduzione di Pindemonte.

  2. Ciao Gigi, approfitto di un attimo di calma per chiederti una cosa a cui penso da tempo, anche se certamente sei molto preso ed accodo la risposta che eventualmente vorrai darmi alle altre in attesa.
    Temo che il periodo di crisi economica che stiamo attraversando porterà cambiamenti importanti fra le persone in modo ancora più rilevante nei prossimi mesi, in particolare se non vi sarà possibilità di ricorso ad ulteriori ammortizzatori sociali e le aziende licenzieranno i dipendenti.
    La mia domanda è secondo te come questa situazione generale influirà dal punto di vista psicologico e sociale sulle persone, se sarà un cambiamento solo negativo o non possa portare a “qualcosa” di nuovo nei rapporti fra gli esseri umani.
    So che temi forse più legati alla società, alla politica ecc.. come potrebbe essere la crisi economica li tratti prevalentemente su polis ethos logos ma mi piacerebbe sentire parlare di questa fase storica anche da un punto di vista più psicologico e “umano” rispetto a quanto sento in giro. (a tal proposito mi ha molto colpito la storia raccontata oggi su L’Eco di Bergamo della ragazza operaia diventata prostituta che è morta per strada)
    Grazie come sempre.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: