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L’essere umano è complesso, non complicato

Nel mio lavoro di terapeuta ogni giorno tocco con mano abissi di profondissima complessità. L’essere umano – mi trovo spesso a dire – non può non essere creatura divina. Se non lo fosse, sarebbe soltanto un banale, complicatissimo meccanismo di 60-70 chili d’acqua. Non saprebbe, come sa, di disperazione e di gioia, di noie sorde e di inquiete attese. Né le sue angosce sarebbero tanto assurde. Né saprebbe di paniche sorprendenti taciute speranze. Prima dell’uomo sono preghiera la sua disperazione illimitata, le sue paure urlanti, la sua infinita angoscia, la sua stessa stupefacente stupita stupidità, il suo tenerissimo timidissimo bisogno di affidarsi, la sua voglia così negata e ostinata di tenera dolce in-amorante spaesante carezza.

 

 

One Comment

  1. “Ogni ricerca della identità maschile e femminile è profondamente umana, feconda, complessa…..Viviamo con cuore ostinato,puro e spregiudicato la ricerca. Ogni ricerca apre a Dio e all’amore…..Noi sappiamo solo che maschile e femminile possono identificarsi nelle ricerca bella, testarda e continua del loro relazionarsi, soprattutto in quel loro relazionarsi nella mutua libertà del simbolo che abita ed è i gesti della relazione d’amore”
    Sono queste le ultime riflessioni conclusive del capolavoro che ho appena finito di leggere e meditare: “La tenerezza dell’eros”.
    Auguro all’autore , dopo l’immane fatica, di essere compreso, studiato e discusso ai fini di una complessiva crescita umana e sociale.
    Diceva Emily Dickinson nel lontano 1864 ” Bello è, nascosti, sentirsi cercare!/ Più bello essere trovati…..
    Bene sapere e non dire,/ meglio sapere e dire, / se puoi trovare quell’orecchio raro/ che ti comprenda.”
    E ancora, nel 1871, a proposito della fatica che avverte lo scrittore :
    ” Non oserei tanto dolore/ soffrir di nuovo per tanti anni./ Ci accorgiamo che un peso è insopportabile/ quando l’abbiamo deposto./Allora il sovrumano si ritira/ e noi che mai vedemmo/ il gigante in attesa all’altra sponda/ cominciamo a morire.”
    Grazie! Un fraterno abbraccio.


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