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One Comment

  1. “….la nostra generazione di vecchi sa bene ( o dovrebbe) cosa è stato il manicomio. Solo sulle carte si chiamava ospedale psichiatrico: e a me è capitato di dovergli dedicare delle periodiche corvè, per lavoro.
    ….Oltrepassarne il cancello mi cagionava sempre un’emozione strana ( parente della paura). Non avevo dubbi sulla labilità dei confini tra malattia mentale e normalità….
    Insieme nulla mi sembrava, nè tuttora mi sembra, più umano della loro sofferenza. Ricordo una donna, madre di famiglia, non vecchia: seduta a un tavolo di fronte a me, che la sollecitavo per un verbale, non faceva che piangere. E riusciva a dirmi solo questo: che le veniva da piangere continuamente, irreristibilmente, e che quel pianto sommergeva ogni altra cosa della sua vita.”
    da” Lettere a una monaca” S.Mannuzzu


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