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Tag Archives: genitori e figlio disabile

Una testimonianza (di Laura) da :

LA DIVERSITA’ E’ UN VALORE

 

LA DISABILITA’ UNA RISORSA”

- convegno 30 marzo 2009 Firenze – 

 

 I ragazzi di Sipario e i loro genitori sono stati protagonisti e organizzatori di un intenso pomeriggio  nell’affollatissimo Auditorium messo a disposizione dal quotidiano fiorentino “La Nazione” .

Era partito bene Giuseppe Mascambruno,  direttore del giornale nonché moderatore dell’incontro , parlando  nell’articolata e appassionata introduzione di “comunicare le emozioni-mettere in moto le emozioni” e riconoscendo a “I Ragazzi di Sipario”questa palpabile capacità. E la si sentiva forte e vibrante arrivare dalle prime file dove i ragazzi attentissimi non perdevano una battuta, fino al fondo della sala. Una sentita partecipazione corale. Fino alle inevitabili stonature di inguaribili solisti (l’intervento-babà, zuppo e grondante di stucchevole  politichese  dell’Assessore al Lavoro della Provincia di Firenze, tanto per dirne uno, ma anche, a mio avviso, e purtroppo più deludente ancora perché inaspettato, l’intervento piatto e monocorde – mais très physique-du-rôle codino brizzolato compreso- di un neuropsichiatria che non ha aggiunto nulla di nuovo a ciò che già non sapessimo dell’associazione e del futuro dei ragazzi dopo il 18esimo anno d’età,se non, almeno questa è un’ottima cosa, che si è divertito tanto a giocare a golf con i ragazzi) che hanno sparigliato il coro, direzione: mondi paralleli. Ma dura poco. Per fortuna la bella faccia solare e ridente di Marco Martelli Calvelli, il presidente dell’Associazione, ci riaggancia alla locomotiva di Sipario e ci riporta alla vita vera.

E che cambio di registro quando a guidare la parola è la passione e l’amore per chi e per quanto si fa! Marco oltre che a noi , si rivolge sempre con uno sguardo,con  un sorriso, con una battuta ai suoi ragazzi in platea. Un amorevole e bravo direttore d’orchestra che  sa  anche farsi dirigere da loro e seguirne dolcemente l’onda. Ancora musica , e che musica con gli interventi dei ragazzi! Gli interventi, ci tiene a precisare Marco, sono spontanei!

 

 Parla per primo Francesco dice dell’importanza dei genitori e che “sono contento di sapermi comportare bene”e stare a contatto con la gente. Alza il tono della voce per dire ”la disabilità è un valore!”. Marco lo sollecita, ma tu canti, si mi piace . Ho scritto “Vita privata”, ce la fai sentire? No! Dovete venire al ristorante se la volete ascoltare!

 

E’ la volta di Carla. Deve partorire ogni parola e lo fa con dedizione  guardandoci negli occhi. E’ magnetica, silenzio assoluto e denso mentre parla. E parla a braccio ma con la precisione di una lettura, senza sbagliare o dimenticare una parola. Racconta con una minuziosità che incanta del suo lavoro al ristorante. Dice dell’importanza di aver potuto conoscere tante persone e ribadisce questo senso di comunità, che ciò è “una risorsa per noi e per gli altri”.

 

Arriva “lo chef” che s’incarna nella figura grande e possente di Lorenzo, simpaticissimo e carismatico che subito parla dei “bisticci di lavoro”e quasi a sé stesso,  a farsene una ragione “devo dire che devo andare d’accordo con tutti”. Mette l’accento sulla pericolosità del mestiere del cuoco, che ci si può far male “una volta col batticarne perché pestavo guardando in aria” e mima la scena in maniera efficacissima. Si capisce che si diverte a divertirci. Marco, che evidentemente conosce il suo guascone, lo provoca: qual è il tuo libro preferito? La Guida Michelin! Ma sono sempre alla A.

 

Annunciano “il filosofo”, ma Fabio con serietà e convinzione, ci tiene moltissimo a ribadire che “io non sono un filosofo, sono solo un ragazzo che pensa molto”. Dice: mi piace Sipario perché mi ha dato un’opportunità unica e magnifica. Sipario è una risorsa per noi, abbiamo trovato la nostra dimensione e un lavoro per il futuro. Noi Down siamo un’identità per tanti altri ragazzi. Perché in questa società che va allo scatafascio, in cui mancano valori, noi dobbiamo darci da fare per prospettare un mondo migliore. Che è il mondo della disabilità. Dopo un forte e commosso applauso Marco gli chiede se a Sipario ha trovato la fidanzata. Non lo dico perché sono cose personali. Voglio ringraziare tutti quelli che lavorano al ristorante e me stesso.

 

Nomita, timidissima nel suo bel golfino rosa che fa risaltare i  capelli corvini e la pelle d’ambra, dice quanto le piace il suo lavoro e siccome è cuoca vuole invitare tutti noi che siamo venuti oggi qui alla Nazione a cena da loro. Saluti da Nomita.

 

Impari il confronto dopo simili interventi che più di tante parole ci hanno  incarnato la realtà di questi nostri compagni di viaggio. Ma ci prova il direttore Mascambruno che sostanzialmente ribadisce concetti che i ragazzi ci hanno fatto vedere: la dignità, la serietà, la caparbietà, l’impegno, il saper e voler seguire un metodo, l’affermazione del merito, le contaminazioni che producono i buoni educatori.

A seguito di alcuni interventi di politici locali, la parola passa  al Prof. Lupoi dell’Università di Genova e presidente dell’Associazione Trust in Italia, e ad altri specialisti del tema che illustrano Il Trust come strumento giuridico per tutelare i più deboli quando i genitori o i parenti non ci saranno più. Anche qui, nonostante l’apparente tecnicismo del tema, l’attenzione è al massimo e l’argomento molto interessante, anche per il coinvolgimento evidente dei molti presenti. E poi il professor Lupoi fa un’affermazione intrigante e da approfondire: “ il Trust rende giuridica la Morale”.

Conclude da ultima, ma non ultima Stefania. Appassionata, battagliera dalla sensibilissima anima e  anima stessa dell’associazione di cui suo marito Marco è presidente. Si percepisce il magma che la fa ribollire e che vorrebbe esplodere, ma che viene tenuto a bada da un intervento apposta scritto per non andare a braccio ed arrabbiarsi. Tante sono le cose che spingerebbero a farlo. Tanto per cominciare la mancanza di visibilità per tutto ciò che riguarda il mondo dell’handicap (mondi paralleli …? ). Si continua parlando dell’esperienza del ristorante “I Ragazzi di Sipario” e di puntare sul fatto che Sipario debba dare emozione. Soprattutto in questo momento cruciale della nostra società. A Sipario i limiti esistono, e ci si rilassa. Serve principalmente a noi normodotati.

E qui Stefania si/ci interroga sul ruolo della famiglia del disabile, su chi l’aiuta dopo i 18 anni del figlio. Dice, noi ci siamo rimboccati le maniche, con entusiasmo e fiducia, ma non si trova la stessa fiducia nelle istituzioni (discorso a parte merita il MCL che ha offerto i locali del circolo per il ristorante). Ora abbiamo in organico 7 lavoratori con handicap. Hanno ritardo mentale, e qui sarebbe giusto fare il punto tra handicap fisico e handicap psichico; e ancora mette l’accento sul fatto che chi fa le leggi quasi mai sa, in quest’ambito, di che cosa sta trattando. I politici non conoscono i problemi specifici, manca assolutamente la comunicazione tra i fruitori di quelle leggi e chi le dovrebbe strutturare. I nostri ragazzi sono persone, mentre queste leggi sembra fatte dai politici con funzione auto-referenziale! Dai politici per i politici. Le leggi vigenti li mettono si al lavoro, c’è l’obbligo di assunzione per le aziende, ma soli, spaesati, li si obbliga all’esclusione.

La legge Biagi almeno prevedeva la possibilità di dare commesse a cooperative di tipo B in cui avrebbero potuto lavorare insieme. Fa un’enorme differenza per loro. Bisogna capire cosa è più adatto a loro. Non si può fare di tutta un’erba un fascio in situazioni così difficili e delicate.

I nostri ragazzi sì, hanno imparato, capito il senso civico, i nostri amministratori meno si direbbe!

Un grande caloroso applauso l’abbraccia nel finale del suo intervento.

I ragazzi cuochi e camerieri si sono già trasferiti da un po’ al piano di sopra : il cocktail è servito!

 

 

Convegno a Firenze lunedì 30 marzo: “LA DIVERSITA’E’UN VALORE – LA DISABILITA’UNA RISORSA

Metto volentieri in evidenza il commento e la segnalazione di Laura, confidando in lei e nel suo giudizio:

Ma possono anche arrivare “I Ragazzi di Sipario” (www.associazionesipario.it) e i loro genitori a testimoniare le loro esperienze. Al Convegno: ” LA DIVERSITA’E’UN VALORE – LA DISABILITA’UNA RISORSA” Lunedì 30 marzo 2009 ore 16 Auditorium”La Nazione” Viale Giovane italia,17-Firenze. Seguirà un cocktail servito dai “I Ragazzi di Sipario” ristorante gestito da ragazzi affetti dalla sindrome di Down.
Penso che situazioni e associazioni vitalissime, come è nello specifico quella de “I Ragazzi di Sipario” abbiano tra i pregi maggiori proprio quello di , nella condivisione e pluralità,neutralizzare fino a cancellare il “narcisismo ferito” dei genitori di cui parla il dottor Cortesi.
Io ho invece visto in molti casi l’orgoglio di essere genitori di tanto speciale normale e benedetta diversità tanto da far sentire dei deficienti ( nel senso di mancanza di ) i cosiddetti normali!”

Quanto al genitore del diverso o del disabile, cercherò di dire più diffusamente in altro articolo. Idem per le associazioni riguardanti i diversi o i disabili.

 

 

 

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