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30 giugno 2008

Pensando alla “Legge Basaglia” 

L’anniversario dell’entrata in vigore della legge Basaglia, la 180, vede riproporsi la discussione sulla origine del disturbo mentale psicotico o, come ancora qualcuno lo chiama, della “malattia mentale”.

Chi, come me, conosce e pratica la psicoterapia sistemico relazionale, ogni giorno trova la conferma di come la causa del disturbo mentale psicotico stia nella disfunzione delle relazioni familiari da almeno tre generazioni. Prima dell’individuo, è il sistema relazionale familiare a essere psicotico. Se prima non si cura questo, è illusorio pensare di potere curare e, meno che meno, guarire, l’individuo. Accettare sic et simpliciter come paziente colui o colei che la famiglia designa come tale e, in quanto tale, porta dallo specialista perché questi lo curi, significa diventare complici del gioco psicotico del sistema familiare, legittimarlo, sancirlo, rafforzarlo; significa affidarsi allo psicofarmaco o persino, come qualcuno ancora oggi vorrebbe, allo elettroshock; significa aumentare ancora di più la convinzione che la prima causa della psicosi sia biologica e organica; e soprattutto significa non potere più guarire davvero, impedendo la possibilità di essere sé stessi e di vivere con piena dignità e fedeltà a sé stessi non soltanto alla persona “malata”, ma anche a tutti i suoi familiari. Cambiando il gioco delle relazioni familiari, è possibile non soltanto superare e la guarire la psicosi, ma, ancora di più, migliorare la vita della intera famiglia. “Dottore, sa che forse, senza quella che allora ci appariva una tragedia, oggi non saremmo felici?”: è questa la frase che mi sento spesso dire alla fine della terapia.

Basaglia ha avuto il merito di allargare il problema della “malattia mentale” oltre i confini del biologismo e dell’organicismo, di riportare al centro la persona e le sue relazioni. Rispetto a lui, occorre fare almeno due altri passi: 1) riconoscere come elemento patogeno della psicosi la disfunzione delle relazioni familiari; 2) curare prima di tutto questa disfunzione.

Sono contento delle occasioni di riflessione offerte dall’anniversario della entrata in vigore della “Legge Basaglia”. Mi spiace tantissimo notare come, tre anni fa,  sia stato ignorato il trentesimo anniversario della pubblicazione di Paradosso e controparadosso, che Mara Selvini Palazzoli scrisse con i suoi collaboratori di allora e pubblicò nel 1975 da Feltrinelli. Questo libro segnò di fatto l’arrivo della psicoterapia sistemica in Italia. Già allora sarebbe stato possibile essere già oltre. 

  1. Il libro di Mara Selvini Palazzoli “Paradosso e controparadosso” è edito da Raffaello Cortina Editori e lo si può trovare in vendita on-line nei siti: http://www.bonadonnalibri.it o http://www.webster.it

    • Questa di Cortina è una riedizione. La prima originale è del 1975, edita da Feltrinelli.


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