Questa rubrica tratta – più tematicamente – delle condizioni della terapia, del rapporto terapeutico, dell’evento terapeutico.
15. Difficilmente si è vittima per caso
14. Sentenza della Cassazione: solo chi è psicoterapeuta può esercitare la psicoanalisi
13. Anche i terapeuti sono oggetto di stalking. Le personalità che fanno stalking
12. Attenzione ai disturbi d’ansia (attacchi di panico, agorafobia ecc.)!!!
11. Dal lettino di Freud alla psicoterapia sistemica
10. Circa la cosiddetta “terapia integrata”
09. Le condizioni di una psicoterapia
08. Psicologo, psicoterapeuta, psichiatra
07. Chiedere aiuto è la cosa più difficile
06. Perché i figli dicono bugie
05. La disponibilità al cambiamento è condizione della terapia – Essere madre e essere coppia
04. L’incontro con il terapeuta
03. Gesù “buonista”, Gesù del Vangelo e terapia
rara, delicata poesia questa messa qui da Laura. E chi pensava che anche andar dal terapeuta e tornarvi poesia potesse essere e far nescere?
“…dell’evento terapeutico”
Quattro ore di andata./
Rotaie tra i campi rivoltati gialli e arsi./
Oggi è assolata la savana lombarda./
Il viaggio conduce allo sciamano/
chè veda nello sterco di vacca,nel volo delle poiane./
Tra merda e cielo,/
la remota offesa/
il cangiante camaleonte assassino./
Che rese muto l’urlo./
Quattro ore di ritorno./
Sulle rotaie umanità sospesa in eguali sedili./
La sera cancella il paesaggio,mi specchio nel buio./
caro Gigi,
come sempre le tue parole sono “distillati di saggezza”,
ma nella tua risposta “asili sì, asili no” mi ha colpito il giudizio negativo sull’accudimento del bambino da parte del padre (e quindi dalla figura maschile; la cosa mi ha preoccupato molto e vorrei saperne di più, ma aspetterò con pazienza l’uscita del tuo libro “La tenerezza dell’eros”. ciao gemello!
un quesito per lei:
cosa è l’amicizia? come capire che è un sentimento puro e non un approfittarsi l’un dell’altro?
sento spesso dire dagli uomini che la donna deve essere compagna, amante, amica, mamma…
ma è giusto?
Relazioni famigliari…
Mi domando se la bulimia nervosa affrontata entrando in terapia da due anni con continuità e convinzione,possa essere superata nella sua totalità,senza il coinvolgimento di una famiglia che consapevole del problema ne ignora l’importanza.