-> Le donne e “la” donna. Il lavoro, il potere, l’affermazione sociale
-> Perché le donne parlano tanto e si muovono con più maestria di fronte alla persona che amano
-> Quando il padre ha un Disturbo Narcisistico di Personalità (DNP)
-> Se il papà torna pensando solo alla bimba …
-> Le dipendenze peggiori. “Meno male che ci sei tu”, dice con gli occhi la madre al proprio bambino
-> Difficoltà a restare incinta e a tenere la gravidanza (da La tenerezza dell’eros)
-> La donna, la nudità e la morte (da La Tenerezza dell’eros)
-> Le gravidanze «extrauterine». Accenno alla mamma di Cogne (da La tenerezza dell’eros)
-> Endometrio, donne e Piero Angela
-> Donna e dono: difficile splendido connubio
-> Gravidanza e madre: due possibili situazioni
-> La loro mamma non le ha abbracciate neppure allora
-> “perché ci si innamora dello psicoterapeuta” (o dello psicologo, medico, psichiatra)
-> Perché la donna porta la borsetta. L’incesto madre figlia. La donna maschio
-> In ogni donna ci sono almeno quattro donne
-> In gravidanza è davvero necessario sapere come sarà il bambino?
-> Diverso rapporto della madre con la femmina e con il maschio
-> Sotto cocaina una madre si butta dalla finestra con il figlio
-> Madri che, pur di non perdere il figlio, gli mettono la ragazza nel letto
-> “Come sedurre uomini”. Donne alla ricerca dell’uomo Peluche
-> “Quando sarà il tempo dove noi donne non avremo paure?”
Come ho detto in alcuni degli articoli di questa rubrica e come dico anche nel mio nuovo libro (La tenerezza dell’eros), il rapporto della donna con la propria femminilità non sempre è adeguato, il che porta spesso a un rapporto con il maschile non sempre adeguato e a relazioni dolorose. Non conoscendo, non vivendo e non amando a fondo sè stessa, una donna corre il rischio di incappare in maschi a loro volta inadeguati, con il risultato di vivere relazioni dolorose e problematiche. Consiglio in questi casi di fare un preventivo e profondo lavoro terapeutico.
Geni.mo dott Cortesi, a proposito di donne, mi kiedo come è possibile(e parlo principalmente di me ma ho tante amiche nella mia situazione), innamorarsi persdutamente, nel corso della vita di uomini ke ti fanno soffrire, ti maltrattano, ti umiliano e cionostante, quando la storia finisce sentirsi lacerare l’anima perchè quell’uomo nn c’è piu’?
Premetto ke conduco una vita soddisfacente sotto altri profili…insegno e rivesto nel circolo dove lavoro ruoli ke mi gratificano perchè li svolgo co scrupolo e serieta’. La ringrazio tanto se mi vorra’ rispondere perchè mi sento come in un tunnel buio dal quale nn riesco ad uscire
Caro Gigi,
io tuo sito mi è veramente piaciuto, soprattutto la parte sulla donna…questo meraviglioso e misterioso universo che vive parallelo e collegato al nostro…vorrei chiederti di scrivere anche qualcosa su noi uomini, quanto mai disorientati in questa fase dell’umanità: come essere uomo, quando l’uomo è sexy, quali i lati della nostra personalità da coltivare e sviluppare per essere in grado di affronatare una rapporto di coppia maturo e duraturo e crescere in modo sano dei figli? un abbraccio da uomo a uomo…fabio.
Mi sembra ci sia un po’ di confusione sull’uso dei termini FESTA e FESTEGGIARE, che inconsapevolmente filtriamo da questa società di “consumi”.
Posso essere d’accordo nel rifiuto della FESTA ad ogni piè sospinto se viene “imposta” da convenienze o convenzioni, ma non lo sono se viene invece da una conferma positiva di valori profondi e sentiti.
Insomma non festeggio per formalismo ma faccio in modo che certa forma diventi sostanza.
..Commento provocazione ..
Perchè non dare la macchina ai figli quando hanno 18 anni ? anzi festeggiamo ancora.. come il loro primo dentino ..come la loro prima parola “cacca” come il loro prima tutto …
quando questo accade dovrebbe essere una festa nell’anima dei genitori il bambino è già fortunato.. Quel figlio che muore solo.. la notte dei sabato è stato feteggiato troppo .(forse)
Se sono stanca di queste “me-nate”sulle donne
BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAA !!!! le paure sono nella vita di ogni creatura vivente !!!!!!!!!!!!!!!!!! Impariamo ad avere paura visto che è inevitabile vivere è soffrire ma è solo una cosa ovvia. Ci mancherebbe anche di festeggiare il “menarca” non siamo festaioli abbastanza ..azz….
Giovanna mari
“Quando sarà,il tempo dove noi donne non avremo paure?”
grazie
isabel
Mi associo nel sostenere l’importanza del festeggiamento del menarca delle nostre figlie: dopo un’infanzia ed un’adolescenza trascorse sotto l’egida di proverbi misogini, snocciolati in ogni occasioni da nonna, mamma e zie, e alla luce di una maturità cercata con sofferenza e raggiunta finalmente, con la magnifica consapevolezza della bellezza della mia femminilità, il giorno del menarca di nostra figlia è stato salutato da sorrisi e abbracci da parte mia e del papà. (certo che anche le rose rosse sarebbero state una bella idea…). grazie Gigi e complimenti veri per questo sito.