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no non mi inganno

essere morta io voglio

 

e lei da me se ne andava

precipitando nel nulla

 

e piangeva tutta

 

e questo a me disse:

 

“ahimè, da far paura soffriamo, Saffo,

io voglio essere te e da te scissa me ne vado”

 

e a lei io:

 

“sorridi disperata e va’

e scissa da me da’ a me la mente

 

lo sai come venivamo dietro a te

 

e se tu no

io però

voglio te tenere su nella mente (…)

 

era bello scioglierci fino a soffrirne

 

 

e molte corone di viole e rose e crochi

ponesti sul tuo capo qui a me vicina

e molte collane intorno al collo delicato

intrecciate e di fiori fatte

 

e con creme di erbe preziose

con le creme del re

tutta ti profumasti

 

e sui cuscini stesi per terra

con tocco delicato da far sciogliere

facevi uscire fino alla implorazione

i gemiti di desiderio delle giovinette

 

e danza non c’era né rito né sacro convegno nel bosco

da cui noi potessimo mai mancare”

 (trad. mia)

 

 

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