amo la sera bere mezzo bicchiere
di vino buono e tosto
con qualche bel boccone di pane
di quello fatto in casa e con la crosta
faceva questo rito mia madre
dopo una giornata di lavoro e di utopia
con me accanto che guardavo
mio padre era lontano e andava
a vender vino agli altri per commercio
l’anima rossa di mia madre
è ancora lì
dentro a quel vino che carezzo
con l’ultimo boccone di pane
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Anche dalle mie parti, nel cremonese, gli anziani solitamente la sera inzuppavano il pane raffermo nel vino rosso, utilizzando una scodella. Non so se il vino era di quelli buoni ( sentivo parlare di “torchiato”), era buona comunque l’atmosfera amichevole che il pane e il vino generava.
A questo proposito mi vengono in mente i versi di P.Turoldo:
“Tempo è di tornare poveri/ per ritrovare il sapore del pane/…”
Nel segno del tau- Ed. Scheiwiller-Mi 1988
Bellissima l’immagine degli ultimi versi:
“L’anima rossa di mia madre/ è ancora lì/ dentro quel vino…
Ahi que linda!
Mi piace questa poesia così sapida e profumata che ricorda un poco le atmosfere sudamericane magiche e sanguigne ( e il vino fa buon sangue e pane e vino fa un bel bambino…) di Marquez e Neruda.