INDICE
Prefazione
La tenerezza dell’eros
Gesti d’accudimento e gesti d’amore
Capitolo Primo
Il bacio
1.1.1. – Perché baciarsi è bello
1.1.1.1. Il nostro bacio si chiama labiale – 1.1.1.2. Ci si baci senza neppure sapere perché – 1.1.1.3 Non è la sensazione del piacere a dare significato al bacio – 1.1.1.4 Un episodio significativo
1.1.2. – Bacio e svezzamento
1.1.2.1. Bellezza e significato del gesto d’amore – 1.1.2.2. Alla scoperta del profondo significato del bacio: il gesto dello svezzamento – 1.1.2.3 – Sapere giocare con il bambino è importante – 1.1.2.4. – Possibilità di simmetria nella relazione tra la madre e il bambino
1.1.3. – Il bacio svelato
1.1.3.1. In atto c’è una profonda azione culturale – 1.1.3.2. Prima modalità d’assunzione del gesto d’accudimento – 1.1.3.3. Seconda modalità d’assunzione del gesto d’accudimento – 1.1.3.4. Si svela il significato del bacio
1.1.4. – Nel gesto del bacio labiale è presente la possibilità della perdita e la difesa da essa
1.1.4.1. Cibo nuovo e perdita del seno – 1.1.4.2. L’idealizzazione della maternità rende difficile la comprensione – 1.1.4.3. Altre considerazioni sull’allattamento al seno – 1.1.4.4. È presente la possibilità della perdita – 1.1.4.5. La perdita chiede piacere – 1.1.4.6. Nasce la convivialità
1.1.5. – Bacio come consolazione e compensazione di una perdita e come presenza di un lutto
1.1.5.1. Cibo nuovo e angoscia – 1.1.5.2. Lutto e perdita nel bacio – 1.1.5.3. – Il bacio tra pudore e vergogna
1.1.6. – Il bacio olfattivo
1.1.6.1. Non c’è solo il bacio labiale – 1.1.6.2. Significato del bacio olfattivo – 1.1.6.3. Anche nel gesto del bacio olfattivo è presente la possibilità della perdita e la difesa da essa
1.1.7. – Conclusione
1.1.7.1 Qualche ultima considerazione sul bacio
1.1.8. – Appendici
1.1.8.1 Appendice Prima: Il bacio può diventare dinamica di tradimento … – 1.1.8.2. Appendice Seconda: La parola “anima”
Capitolo Secondo
La gravidanza o gestazione
1.2.1. Gravidanza come gesto d’accudimento. La “marea amniotica”
1.2.1.1. Anche la gravidanza è gesto d’accudimento – 1.2.1.2. La “marea amniotica” – 1.2.1.3. Respiro e gestazione. La prima mamma – 1.2.1.4. Il clandestino dell’esistere e della speranza. L’altra mamma
1.2.2. – Gravidanza e gesto d’amore
1.2.2.1. Gravidanza e gesti della comunicazione d’amore. Gli amanti gravidi – 1.2.2.2. Ancora sul rapporto tra gravidanza e gesti d’amore
1.2.3. La gravidanza vista in ottica maschile: il desiderio e la sofferenza del ritorno
1.2.3.1 La sofferenza del ritorno – 1.2.3.2. Pisello e identificazione di sé
1.2.4. La gravidanza come convergenza delle modalità maschile e femminile di fare l’amore
1.2.4.1 Fare l’amore come conquista della madre: o entrando in lei o identificandosi con lei – 1.2.4.2. Fare l’amore e rapporto con la madre: nel caso del maschio – 1.2.4.3. Fare l’amore e rapporto con la madre: nel caso della femmina
1.2.5. La gravidanza vista in ottica femminile: restituire e dare corpo
1.2.5.1 La femmina transitiva e concava è donna di gravidanza – 1.2.5.2. La gravidanza come evento di restituzione – 1.2.5.3. Le gravidanze «extrauterine» . Accenno alla mamma di Cogne – 1.2.5.4. La figlia “sfrattata” . Accenno a Erica di Novi Ligure – 1.2.5.5.- Gravidanze è “dare corpo” all’emozione e all’esplosione maschili
1.2.6. La gravidanza vista in ottica femminile: ricevere in sé lo straniero misterioso e sacro e ospitarlo tenendolo in sé
1.2.6.1 Il fascino e la sacralità dello straniero – 1.2.6.2. Elevazione dello straniero a figura per antonomasia dell’alterità maschile, che la femmina tiene in sé con la gravidanza – 1.2.6.3. Altri aspetti innamoranti dello straniero – 1.2.6.4. Conclusioni. Il figlio misterioso dello straniero
1.2.7. Appendici
1.2.7.1 Appendice Prima: Note sul rapporto figlia-madre: potersi identificare con la madre o doverla rincorrere – 1.2.7.2. Appendice Seconda: Storia di Rita, madre di Giada – 1.2.7.3. Appendice Terza: A modo loro straniero sono anche l’ “estraneo”, lo “strano” e lo “straordinario” – 1. 2.7.4. Appendice quarta: Dare il figlio al padre – 1.2.7.5. Appendice quinta: I figli capiscono di più
Capitolo Terzo
Il concepimento
(quando amarsi è accudirsi nella nudità del corpo-anima)
Prima Parte in ottica più filosofica
1.3.1. Il concepimento tra gesto d’amore e accudimento
1.3.1.1 Pensare il concepimento come dinamica relazionale – 1.3.1.2. A concepire è la coppia, il tra che la costituisce – 1.3.1.3. Nel concepimento la coppia accudisce sé stessa
1.3.2. Amarsi come estremo cum-capere di due nudità
1.3.2.1 Il corpo anima, l’anima corpo. Il “corpo-anima” – 1.3.2.2. Il concepimento è gesto d’amore totalmente transitivo e totalmente intransitivo. Solo l’intuizione dice il concepimento – 1.3.2.3. Amarsi è l’estremo reciproco accudirsi nella nudità mai guardata e mai amata del Sé
1.3.3. “Io sono il concepimento”
1.3.3.1 Nudità come ricerca inappagata – 1.3.3.2. L’incontro delle due nudità del corpo-anima – 1.3.3.3. “Je suis l’immaculée conception”
Seconda Parte in ottica più psicoterapeutica
1.3.4. Vivere e pensare la nudità in modo nuovo
1.3.4.1 La nudità del corpo-anima è piacere senza vergogna – 1.3.4.2. La nudità del corpo-anima è gesto originario e radicale – 1.3.4.3. La nudità del corpo-anima ribalta gli schemi culturali – 1.3.4.4. Abituarsi a pensare e vivere la nudità in modo nuovo – 1.3.4.5. La nudità è prima di ogni stato e di ogni cultura – 1.3.4.6. La nudità nella morte
1.3.5. Nudità del corpo-anima maschile e del corpo-anima femminile
1.3.5.1 “Altro” e “uguale” – 1.3.5.2. La nudità del corpo-anima in ottica maschile e femminile – 1.3.5.3. L’accesso maschile alla nudità del corpo-anima e al concepimento – 1.3.5.4. L’accesso femminile alla nudità del corpo-anima e al concepimento – 1.3.5.5. “Figlia mia, tanto tu queste cose le sai”
Capitolo Quarto
Dal parto al coito
Prima Parte
Il parto come gesto d’accudimento tra madre e bambino
1.4.1. Il parto è un gesto d’accudimento
1.4.1.1. Il dato culturale: la madre sente il dolore e non sente il bambino – 1.4.1.2. Il parto come gesto d’accudimento. La vagina tempo e luogo del primo abbraccio – 1.4.1.3. E se il parto fosse piacere? – 1.4.1.4. Il parto è apertura al mondo e dà l’imprinting a tutto il relazionarsi successivo – 1.4.1.5. Il gesto d’amore del coito rinvia al gesto d’accudimento del parto. La coscienza simbolica coglie il coito in tutta la sua densità di gesto d’amore – 1.4.1.6. Il coito dissacrato e sprecato
Seconda Parte
Il parto come gesto d’amore tra i due amanti
1.4.2. Il parto è un gesto d’amore
1.4.2.1. Il parto non è soltanto un gesto d’accudimento. È anche un gesto d’amore – 1.4.2.2. Prima affermazione forte: Nello sperma e nell’ovulo del concepimento c’è la presenza del Sé più profondo e mai accudito – 1.4.2.3. Seconda affermazione forte: Il seme dell’uomo o della donna è il Sé profondissimo che sta al di qua di ogni accudimento materno – 1.4.2.4. Terza affermazione forte: L’emergenza del Sé profondo e mai accudito è diversa nel maschio e nella femmina – 1.4.2.5. Quarta affermazione forte: Il Sé profondo e mai accudito apre alla possibilità dell’innamoramento. Trascendenza dell’inesauribile e storicità dell’unico – 1.4.2.6. Quinta affermazione forte: La gravidanza continua e compie il coito – 1.4.2.7. Sesta affermazione forte: Il parto è la continuazione e il pieno compiersi del coito e della gravidanza – 1.4.2.8. Settima affermazione forte: Coito, gravidanza e parto sono un unico continuum relazionale – 1.4.2.9. Ottava affermazione forte: Il parto è a un tempo gesto d’accudimento e gesto d’amore dei due amanti – 1.4.2.10. Anche del parto inteso come gesto d’amore il coito può essere la ripresa e il simbolo – 1.4.2.11. Il coito gesto d’amore sia di primo che di secondo livello
Terza Parte
Appendici sul parto
1.4.3. Appendici
1.4.3.1. Appendice Prima: Che cosa mi insegnano le madri degli psicotici gravi – 1.4.3.2. Appendice Seconda: Il mio parto.
Capitolo Quinto
Dal fasciatoio al letto d’amore:
ecco il fasciatoio
1.5.1. Il fasciatoio scenario drammatico e “critico”
1.5.1.1. Il fasciatoio è luogo e tempo “critici” dell’accudimento – 1.5.1.2. Il fasciatoio come interazione vis à vis di due attori in-dividui – 1.5.1.3. La possibilità del gioco e del riso
1.5.2. Il dramma
1.5.2.1. Il fasciatoio e l’angoscia – 1.5.2.2. La cacca e la pelle – 1.5.2.3. Carezza e abbraccio. Suoni e respiro – 1.5.2.4. La magica distanza dello sguardo
1.5.3. Epilogo
1.5.3.1. Un gioco relazionale davvero complesso – 1.5.3.2. E quando l’esperienza del fasciatoio finisce?
1.5.4. Quando il dramma non ha un lieto fine
1.5.4.1. La madre paradossalmente perfetta e la madre troppo inadeguata – 1.5.4.2. Note sull’intervento psicoterapeutico
1.5.5. Appendici
1.5.5.1. Appendice prima: Il fasciatoio è oggi l’evento teatrale forse più significativo
Capitolo Sesto
Dal fasciatoio al letto d’amore:
il letto d’amore
1.6.1. – Il dramma del secondo fasciatoio
1.6.1.1. Il letto d’amore rinvia al fasciatoio. La grande “cacca” dell’esistere – 1.6.1.2. Amore “forte come la morte” – 1.6.1.3. Una sofferenza più forte della morte – 1.6.1.4. La ristrutturazione strutturante
1.6.2. Letto d’amore e fasciatoio
1.6.2.1. Le “cacche” dell’esistenza – 1.6.2.2. Come pulirsi dalle “cacche” dell’esistenza? – 1.6.2.3. Intermezzo: il racconto della prima grande notte – 1.6.2.4. Il letto d’amore è dramma d’accudimento nella piena reciprocità dell’affidarsi – 1.6.2.5. Il letto d’amore è setting formidabile
1.6.3. L’angoscia della madre perduta in ottica maschile
1.6.3.1. Lasciare e perdere la madre come condizione di conoscenza – 1.6.3.2. “Ritrovare” la madre nella modalità maschile. Incontrare “questa” donna – 1.6.3.3. La paura della donna. Il branco. Il dato antropologico
1.6.4. L’angoscia della madre perduta in ottica femminile
1.6.4.1. Identificarsi con il corpo della madre – 1.6.4.2. Quando erotica è la riproposizione del gioco relazionale d’accudimento – 1.6.4.3. Oltre la madre:: incontrare lo “straniero”
1.6.5. Epilogo
1.6.5.1. Considerazioni finali
1.6.6. Appendici
1.6.6.1. Appendice Prima: Ritorno a casa e letto d’amore – 1.6.6.2. Appendice seconda: Enrico accede alla dimensione del simbolico – 1.6.6.3. Appendice Terza: Erotizzazione del processo evolutivo e identificativo del travestitismo e del transessualismo maschili – 1.6.6.4. Appendice Quarta: Il gioco della bambola – 1.6.6.5. Appendice Quinta: Come i modelli culturali e sociali e gli interventi statali possono aiutare lo svincolo del figlio e quindi la ricerca d’amore – 1.6.6.6. Appendice Sesta: Il distacco dall’amica del cuore in una poesia di Saffo
Capitolo Settimo
Lo sguardo di stupore
1.7.1. Lo sguardo di stupore è gesto d’amore
1.7.1.1. Lo sguardo di stupore è un gesto d’amore che è prima ancora che l’amore sia – 1.7.1.2. Lo sguardo di stupore è un gesto d’amore che si radica in un gesto di accudimento – 1.7.1.3. Lo sguardo di stupore al maschile e al femminile – 1.7.1.4. C’è qualcosa di profondamente originario nello sguardo di stupore dei due amanti, qualcosa di metafisico, di metastorico – 1.7.1.5. Nello stupore dei due amanti parla lo stupore della vita stessa e dell’essere – 1.7.1.6. Lo sguardo di stupore e la mano -
1.7.2. Dove e come si parla dello sguardo di stupore
1.7.2.1. Anche Adamo si stupì d’amore di fronte ad Eva, quando, appena creata, gli venne portata da Dio stesso. Il Cantico dei Cantici – 1.7.2.2. Dalla Vita Nova lo sguardo di stupore in Dante – 1.7.2.3. Oggi si parla poco dello sguardo di stupore. A proposito di Alberoni – 1.7.2.4. Grazie al gesto d’amore dello sguardo di stupore, ci si può in-amorare continuamente – 1.7.2.5. Lo sguardo di stupore unisce per sempre i due amanti in un in-amorare intrascendibile – 1.7.2.6. Ripresa di Genesi, 2: il canto di stupore di Adamo all’apparire di Eva – 1.7.2.7. E qui si torna ad ascoltare Dante – 1.7.2.8. E riprendiamo di nuovo il racconto biblico
1.7.3. Conseguenze nel rapporto con le famiglie d’origine, con i figli e nella vita di coppia
1.7.3.1. Coppia e famiglia d’origine – 1.7.3.2. E questo dal punto di vista di un figlio che significa? – 1.7.3.3. E questo dal punto di vista della coppia che significa? – 1.7.3.4. Solo se si è il mondo, si può generare – 1.7.3.5. – La logica dell’occidente e la possibilità della speranza
Finale
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