viva la vita, Rosi,
amore mio,
ci incontreremo ancora e sempre,
anche al mio funerale
ci metteremo in fondo al corteo
dove nessuno ci vede
dove nessuno sente le dolci nostre parole
e sono solo nostri
i nostri infiniti baci
e lì al mio funerale
faremo come sempre l’amore
mai l’abbiamo fatto
al mio funerale
al mio funerale, vedrai,
non mancherò l’appuntamento
5 Comments
Non voglio amarlo! :p
Ma anche NO!
No che cosa?
Che bello amare l’amata con le braccia così spalancate, e sentire già nella bella dichiarazione come vibra di altrettanto vigore la risposta di lei, in una cassa armonica unica.
E’ bello essere testimoni di amori che palpitano di vita e di luce. E’ un bel regalo.
Personalmente ne ho incontrate tante di coppie, alcune vissute nel quotidiano, altre incontrate ad ogni giro di giostra, altre incrociate per caso o per un momento. Tante, tantissime, eppure… così poche sono quelle che vibrano come musica. E se hai la fortuna di conoscerle, puoi godere di un bel concerto perché sono capaci di suonare note intime che sanno tenere discrete come un tesoro prezioso, e note di allegria che arrivano fino a te e si allargano come un balsamo di buonumore. Guardo con occhi limpidi questi amici che mi fanno partecipe della loro musica e ne sono felice. Li guardo e respiro subito l’evidenza che non c’è un modo, una formula, un segreto, paradossalmente è tutto molto più semplice: amano e sono liberi nell’amare. Sono come intrecci colorati di dna, in perenne mutamento ed evoluzione, particelle che vivono perché legate alle altre mantenendo la loro individualità. Sì, le coppie che si Amano sono un bel quadro colorato in un movimento musicale!
E’ triste che pochi sappiano tuffarsi in questo Amore (ahimè mi metto pure io fra i tanti!), a volte perché non lo si incontra, a volte non lo si riconosce, ma le note più cupe stridono acide quando il legame si camuffa in un abito chiassoso di carnevale che in sé nulla ha della verità di un’unione libera.
Sì, mi sento fortunata perché ho avuto il piacere di camminare accanto a legami accesi, ringrazio questi amici che testimoniano l’esistenza dell’Amore. E’ una speranza di vita per tutti, almeno così è per me.
Mi permetto di concludere con una richiesta-invito (meglio: auto-invito!!):
carissimo Gigi, innanzitutto GRAZIE per questa sonata che regali anche a noi! E’ bello sapere che l’Amore non rispetta regole di tempi e spazi, così da essere sempre sorprendente, né segue le convenzioni che certi timorosi ricoprono di naftalina, togliendo loro la linfa originale: l’Amore pulsa talmente forte che è inarrestabile!! Sì, direi che questo “petit poème un petit peu noir” è una sonata che fonde in armonia la musica classica con il rock and roll, e con uno spritz di blues. MI PIACE!
Ma quale bevitrice gaudente della musica composta dal complesso Gigi&Rosi, come dire…., sposterei moooooooooolto in là l’appuntamento del funerale! C’è un universo di pentagramma che si srotola intorno a voi e chiede di essere dipinto dalle vostre note.
SUONATE! SUONATE!
Per voi e per chi vi ama!
Vi abbraccio ballando.
Elena
Dopo l’Inno alla Gioia, vissuto e cantato e partecipato a tutti i lettori il giorno del matrimonio di Chiara e Davide, ecco una nuova folgorante immagine ….” ultimi, al corteo del Mio funerale, io e Rosi, faremo ancora l’Amore, anche se sarà la prima volta, al Mio funerale”.
Insomma l’Amore continua, fuori dal tempo.
Mi ricordo i versi di Pasternak, ( Zivago-Pasternak):
” Io sono già morto e tu vivi ancora.
E il vento, con gemiti e pianto,
fa oscillare il bosco e la dacia.
…….
E non con tracotanza
o per vano furore,
ma per trovare nell’angoscia le parole
d’un canto di culla per te.”
Anche qui, sia pure nel profondo vuoto di un’assenza, senti che prevale un Amore ancora vivo.