A Rosi la bella
tu sei bella perché sei tu
non è il tuo bel viso a farti bella
sei tu a fare bello il tuo viso di rugiada perfetta
non sono le stupende tue forme di femmina
a dirti irresistibile
sei tu a dire irresistibili le tue forme
e la femmina
e lo stupore
e la luna
non è il tuo sesso di marea e d’oceano
a dirti vita
estasi
amore
sei tu a dare nome al sesso
estasi alla vita
amore all’amore
non è il tuo amare a crearti unica
sei tu a creare unico ogni tuo amare
non è la tua vita a essere
sei tu che fai vivere l’essere
essere la vita
le forme delle dee
i visi delle madonne
il sesso delle femmine
gli amori tutti
le vite degli esseri
l’essere dei respiri
il respiro dell’essere
i sospiri della Creazione
vengono stupiti da te ogni mattina
ogni mattina supplici
di sotto in su
ti guardano
il tuo sguardo attendono
bellezza attingono in te
anch’io ogni mattina
non supplice
abito il tuo sguardo
sono il tuo bacio
da rospo divento e sono
il principe più bello
5 Commenti
Non mi fa sentire meno triste di quanto già sia, sapere che altri uomini sono degli analfabeti del linguaggio della relazione e che per questo altre donne soffrano.
Comunque…animo! e siccome le cose belle ,a chi le sa vedere, aiutano, mi conforta incontrarne almeno uno -Gigi- che smentisca l’ineluttabilità di questa situazione, e sono felice che almeno una donna -Rosi- sia “al centro del mondo e del sogno”
…ma solo noi donne sappiamo “vedere”?
Urge davvero corso, ma, assolutamente d’accordo: -accellerato e intensivo-, sennò, goccia a goccia, facciamo il muschio e ci si scivola sopra la vita!
La poesia sembra splendida, in realtà sono SPLENDIDI Rosi e Gigi, il loro AMORE.
Ed è splendido l’uso che Gigi fa delle parole per descrivere la realtà di Rosi la bella.
Mi sento triste perchè non so cosa il mio sposo pensa e prova per me e di me, sbagliata io che non so intuire ciò che lui, sbagliando, non sa dire e far capire.
Oltre al virus potente che chiede Laura, vorrei tanto che Gigi facesse un corso al maschile, accelerato e intensivo di comunicatività affettiva.
“ammalarsi” di poesia è inteso come un paradosso provocatorio. E infatti…
Ammalarsi di poesia, non d’amore.
Poesia come veicolo di umanità e di sentire più profondo e quindi maggiore capacità di in-amorarsi davvero, evitando i martellamenti….
Tomber malade, tomber amoureux, dicono i francesi non a caso, quasi a indicare l’analogia tra in-anamorsi e am-malarsi. Purtroppo molti credono che per “guarire” basti andare in ferramenta e comprare molti chiodi da battere l’uno sopra l’altro. Ma amori da ferramente sono appunto … roba da chiodi.
Caro dott.poeta dell’anima nostra,
ci dovrà lavorare ancora per molto , credo, per concentrare in un virus potente questa sua meravigliosa capacità di comunicare e far sentire l’amore e la bellezza e inocularlo in tanti uomini scellerati!
Che semplice e bellissima sarebbe la vita, se tutti ci ammalassimo inguaribilmente di poesia…